MORANDI ARRIVA ALL’IIC DI SAN FRANCISCO
Baker e Zanetti hanno guidato il pubblico alla scoperta del pittore
18 maggio 2009
Grande ammirazione da parte del pubblico all’apertura della mostra dedicata a Giorgio Morandi, che è stata inaugurata lo scorso 7 maggio presso l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco e che ha avuto particolare rilievo anche sul San Francisco Chronicle, tanto da dedicargli le sue pagine rosa.
La mostra e’ stata ospitata l’anno passato anche all’Istituto di Cultura di New York in contemporanea alla grande retrospettiva Giorgio Morandi presso il Metropolitan Museum. Prima di arrivare alla Galleria dell’Istituto di San Francisco, dove rimarrà fino al prossimo 28 giugno, è stata esposta anche all’Istituto di Chicago.
A presentare l’evento, sponsorizzato da Maurice Kanbar, imprenditore e amante dell’arte italiana, davanti ad una sala gremita di ospiti, , la direttrice dell’istituto ha scelto di esporre un “segno silenzioso”, come quello di Morandi, in un’epoca strillata, in cui l’arte sembra esistere solo quando fa “rumore”.
A seguire una performance musicale al piano del musicista Luciano Chessa, che ha composto un brano ad hoc per l’occasione.
La mostra, composta da acqueforti e disegni dell’artista prestati all’Istituto dall’Estorick Collection di Londra, è stata introdotta da due personalità profondamente diverse, ma accomunate da una sensibilità artistica di grande rilievo: Kenneth Baker, storico e critico d’arte, nonchè prestigiosa e autorevolissima firma del San Francisco Chronicle , che ha guidato il pubblico nei motivi della semplicità, raffinatezza ed eleganza delle incisioni e dei disegni del Maestro Morandi, proponendo una riflessione sulla superficialità meccanica con cui spesso lo spettatore moderno interpreta la sua arte.
Al monito austero di Baker verso la pittura di Morandi, ha fatto seguito l’intuizione interdisciplinare di un giovane regista e scrittore siciliano, Mauro Aprile Zanetti, il quale, a 50 anni dalla realizzazione de La Dolce Vita, ha scritto un libro tra finzione narrativa, saggistica e regia, rivelando, per la prima volta., nella vastissima letteratura sul celeberrimo film di Fellini, la presenza e la centralità poetica ed estetica di una “natura morta” di Morandi: questo elemento, finora praticamente ignorato sia dal grande pubblico, sia dalla critica cinematografica ufficiale, appare all’interno di una delle più complesse e belle sequenze del film, paradossalmente anche la meno ricordata: il salotto intellettuale di Steiner. La sua, in campo scientifico, potrebbe essere paragonata alla scoperta di un cromosoma, ha saputo trovare, infatti, dove per decenni gli altri hanno cercato.
“E’ la potenza – così ha concluso il giovane Zanetti – dell’arte che sa celare l’arte, a mio avviso, l’enigma di Cezanne è pienamente risolto da Morandi: l’uomo completamente assente e tuttavia dentro l’opera”.
Molto apprezzata anche l’organizzazione della mostra, “Trovo – così ha detto Kenneth Baker – che Amelia Carpenito Antonucci e i suoi collaboratori abbiano fatto un ottimo lavoro, accurate sia la scelta che la disposizione delle opere, che non ha seguito un ordine temporale, ma è stata basata sull’evoluzione artistica dell’artista”.
La mostra Giorgio Morandi – Works from the Estorick Collection sarà in esposizione presso la galleria dell’Istituto di San Francisco (425 Washington Street, Suite 200) fino al 30 giugno 2009.
Lara Sanfilippo
IIC San Francisco
Commenti
Sanfilippo - 19 maggio 2009 - Apprezzabile recensione della mostra curata dall'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco su Giorgio Morandi. L'autrice con grande capacità di sintesi fa seguire l'avvenimento con puntuali riferimenti a Morandi, ritenuto un grande protagonista della pittura italiana del Novecento e tra i maggiori incisori del secolo a livello mondiale. Degno di particolare nota è il rilievo con cui viene riportata la notizia dell' "intuizione" del regista e scrittore Zanetti, relativa alla "natura morta" di Morandi ne "La Dolce Vita" di Fellini. Katia
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