L’ORO NASCOSTO DI NAPOLI
Giovedì 18 giugno 2009, serata di musica italiana a Belo Horizonte
17 giugno 2009
La musica italiana è considerata in tutto il mondo una delle più romantiche e ricche di cultura. In Brasile, molti conoscono brani quali 'O sole mio, Torna a Surriento e Santa Lucia luntana, ritenendo tuttavia che appartengano al repertorio operistico erudito. In realtà, come è noto, tali brani sono nati nella culla della musica popolare napoletana antica. L'epoca d'oro di questo tipo di musica è compresa fra il 1850 e il 1950, con una vasta produzione caratterizzata da testi emozionanti ricamati in melodie indimenticabili.
Anche la tarantella, spesso usata come simbolo della musica italiana, fa parte di questa corrente musicale. La sua origine è l’Italia meridionale, dove è nata e si è sviluppata fino a raggiungere il proprio ambiente ideale con i celebri brani Funiculì funiculà (1880) e Comme facette màmmeta (1906), noti in tutto il mondo.
Purtroppo, seppur trionfalmente, solo una piccola parte delle antiche canzoni napoletane ha oltrepassato i confini nazionali. E ciò si è verificato persino nei paesi caratterizzati da un elevato tasso di immigrazione italiana, quale il Brasile. Ed è proprio questa lacuna che lo spettacolo musico-teatrale "L'oro (nascosto) di Napoli" intende colmare.
Arricchire il bagaglio culturale del pubblico brasiliano con la conoscenza integrale di brani del repertorio classico napoletano del periodo 1885-1945 che, nonostante la notorietà in Italia, non sono ancora conosciuti in Brasile.
Prima dell'esecuzione di ogni brano, un'attrice interpreterà in lingua portoghese un riassunto del relativo testo, offrendo in questo modo alla platea la possibilità di sperimentare, comprendere, apprezzare e acquisire integralmente ogni elemento dello spettacolo, sia esso musicale o poetico. Un tassello di cultura italiana, quindi, quello che verrà presentato giovedì 18 giugno 2009 nel Teatro Izabela Hendrix (Rua da Bahia 2020 nel quartiere Lourdes ) a Belo Horizonte.
A curare lo spettacolo il cantante Sergio di Napoli e il Gruppo musicale Libero.
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