All’estero: “Gomorra”, pizza e moda.
L’Italia fa gli auguri di buon compleanno a Saviano
27 settembre 2009
Il 22 settembre 2009, Roberto Saviano ha compiuto trent’anni.
“L’era glaciale”, la nuova trasmissione di Daria Bignardi, ha ospitato l’autore del libro che ha venduto due milioni di copie in Italia e tre milioni e mezzo in tutto il mondo.
Tradotto in ben 43 lingue, “Gomorra” è stato il libro che ha portato alla condanna a morte di Roberto Saviano da parte del clan dei casalesi, mostrando all’Italia ed al mondo intero, la realtà scabrosa di un “Sistema” onnipresente all’interno del mercato globale.
In un sapiente gioco contestuale, lo speciale su Roberto Saviano si è concentrato sulle percezioni a livello nazionale e internazionale che si hanno del fenomeno camorra, dopo le rivelazioni del best seller.
L’Italia mostra così il suo doppio volto di “Paese cattivo” : attacca lo scrittore, attraverso le voci di giovani campani che lo accusano di protagonismo ed arrivismo, negando insistentemente l’esistenza della camorra- mentre umilia il Meridione attraverso le dichiarazioni di un nord Italia che ha rimosso la targa dedicata a Peppino Impastato ed ha ancora un forte risentimento verso le difficoltà delle regioni coinvolte dal fenomeno mafia.
Un’Italia che non perdona alla parola letteraria di aver svelato al mondo l’orrore che si nasconde in seno al Paese e attacca il libro, per colpire a fondo l’anima dell’autore.
L’Accademia di Svezia, lo scorso anno, aveva avuto delle indecisioni su come dover considerare il libro dello scrittore- se una questione letteraria o piuttosto, giudiziaria. Saviano è stato ospitato insieme a Salman Rushdie, all’Accademia che assegna ogni anno il Nobel, perché l’arte non può non alimentarsi della verità che affligge la contemporaneità. E’ proprio la rivelazione della verità che sveglia l’arte ed impedisce alla cultura di essere mummificata e svuotata del suo valore semantico dall'ipocrisia di una chiusura all'interpretazione della realtà moderna.
Roberto Saviano racconta in prima persona di come l’Italia venga percepita all’estero, laddove il suo libro e la sua vicenda hanno riscosso molto successo. Lo scrittore dichiara di aver compreso che fuori dall'Italia la mafia è percepita come un “elemento di moda”, “un fenomeno culturale, vendibile insieme alla pizza, agli spaghetti, al buon vino…” e suscita una sorta di fascino seduttivo sulle donne, influenzate dalla resa cinematografica del mafioso tipo. “Proprio per questo”, dice Saviano, “abbiamo cercato nel film Gomorra, di rendere i boss più vicini possibile alla realtà: brutti e con le pance grosse…”
Inoltre, spiega Saviano, l’interesse di molti Paesi per il suo libro è dovuto al fatto che nessuno parli all’estero, del proprio fenomeno criminale interno. Per esempio, il fatto che in Estonia nessuno parli delle potentissime organizzazioni slave, fa sì che la lettura di "Gomorra" rappresenti una sorta di “ritorno alla casa-madre, perché le organizzazioni criminali italiane sono quelle che hanno insegnato al mondo il meccanismo di fare mafia”.
Lo scrittore ricorda che nel libro del candidato alle presidenziali, J. Carry, dei cinque elementi che influiscono negativamente sul libero mercato mondiale, (i cartelli messicani e quelli criminali russi), tre sono italiani: mafia, ndrangheta e camorra.
Per fare arrivare a Saviano l'augurio più sincero per i suoi trent'anni, non si può che rinnovargli le parole che Salman Rushdie gli rivolse tempo fa:
"Continua ad avere fiducia nella parola, oltre ogni condanna, oltre ogni accusa. Ti daranno la colpa di essere sopravvissuto e non morto come dovevi. Fregatene. Vivi e scrivi. Le parole vincono".
Commenta
Devi essere autenticato per scrivere i commenti