Ellis Island Foundation
Per ritrovare gli italiani in America
04 ottobre 2009
Sono stati venti milioni gli emigranti italiani passati da Ellis Island, l’isolotto vicino New York che dal 1892 fu adibito dal governo federale di Ronald Reagan a organo di controllo del flusso migratorio.
Il luogo di cui si servivano gli inglesi per confinare i pirati, divenne per moltissimi disperati l’“Isola delle Lacrime” ma anche l’isola della speranza protetta dall'ombra della Statua della Libertà: l’ispezione e la registrazione obbligatoria per i viaggiatori di terza classe rappresentavano infatti, lo step necessario per poter accedere al Nuovo Mondo.
Nel due per cento dei casi in cui l’immigration officer rimandava indietro i passeggeri, molti si gettavano in mare, tentando di raggiungere a nuoto New York o si suicidavano per non affrontare l’umiliazione del ritorno. Nel museo di Ellis Island oggi, si trovano gli oggetti appartenenti alle povere valige di cartone che arrivavano senza i loro proprietari sulle coste della baia.
Gli italiani, una volta entrati in America, continuavano a subire il pregiudizio razziale proprio dell’Italia dell’epoca, che favoriva i settentrionali e screditava i meridionali sul posto di lavoro. Inoltre, inserirsi nel contesto degli Stati Uniti non fu facile per persone di umili origini, dalle tradizioni culturali molto diverse. Se nell’America Latina il confronto interculturale fu più facile, perché lo stile di vita non si discostava molto da quello italiano, la dimensione della Grande Mela deve esser apparsa ai nostri antenati come qualcosa di pressappoco inconciliabile con la propria mentalità. I loro riferimenti culturali subirono sicuramente un forte disorientamento ed i loro pregiudizi furono costretti ad un confronto indispensabile e proficuo.
Singolare che degli italiani, gli americani del tempo lamentassero proprio "uno spropositato senso della famiglia", oltre che la tendenza a stare aggregati, la stranezza dei loro dialetti, la sporcizia e la tendenza ad accettare anche i lavori più duri.
Nonostante le difficoltà e l’umiliazione, per gli italiani l’America rimase la terra promessa della chance per se stessi e per la propria famiglia.
Come si è rivelato nel tempo, l'America ha davvero offerto la possibilità agli ultimi-ed-ai-nessuno, di conquistare non solo per le proprie esistenze, ma anche per quelle delle generazioni successive, la libertà di scegliere un futuro migliore.
La Fondazione Ellis Island (www.ellisisland.org ) dopo aver avviato il restauro storico più grande nella storia degli USA, ha creato un database elettronico nel quale sono disponibili a chiunque voglia ricercare i propri antenati, i documenti ed i registri originali di Ellis Island.
On line, digitando il nome dei vostri parenti, troverete le pagine ingiallite dei grandi registri contenenti la firma, i dati anagrafici, la via della località di origine e di arrivo in America, il mestiere, il grado di istruzione e di parentela con gli altri viaggiatori, quanti soldi portassero con sé e la connotazione politica (veniva loro chiesto esplicitamente, se fossero o meno anarchici).
La Fondazione inoltre, mette a disposizione le fotografie di tutte le navi sulle quali viaggiavano gli immigrati ed ha dato vita ad un muro dell’onore sul quale aggiungere il nome di un parente, amico o conoscente, emigrato negli States e ad una bandiera americana immensa, sulla quale aggiungere i loro visi.
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