Il CUORE AMICO dei missionari italiani nel mondo

17 ottobre 2009 a Brescia, il nobel dei missionari

16 ottobre 2009


Il 17 ottobre 2009, a Brescia, nella Sala Conferenze UBI Banca in piazza Mons. Almici 11, si terrà la XIX edizione del premio “Cuore amico”, dedicato a quei missionari che si sono distinti nel mondo, per la loro opera di solidarietà e di sostegno attivo alle popolazioni in difficoltà. Nel regolamento del premio, si riassume così la motivazione del premio per i missionari:
"i diritti umani, di libertà, di giustizia, di dignità, di superamento del razzismo - sono solo alcune delle linee guida dei missionari che si impegnano, in spirito di cooperazione, ad ogni iniziativa che esalti la dignità di ogni singolo essere umano."
Tra i premiati degli anni passati, spicca nel 1998, Papa Giovanni Paolo II.
I vincitori di quest’anno sono tre missionari italiani:
Don Giuseppe Zanardini oltre ad aver costruito in Paraguay La Famiglia, una serie di costruzioni per le comunità in difficoltà, opera a favore degli Indios in America Latina. Sostiene attivamente i diritti umanitari degli indiani, attraverso la costruzione di una “Casa Indigena”, punto di riferimento nella metropoli per le famiglie degli Indios di tutte le etnie che provengono dal Chaco e dalla foresta.
Ha scritto il primo libro per i bambini indios dell’etnia Ayoreo intitolato “Beyori ga yicatecacori” (“Continuiamo leggendo”). L’importanza simbolica e il ruolo pragmatico che ricopre questo testo per la tradizione indiana è elevatissima, dal momento che la tradizione di queste popolazioni è andata perduta, proprio a causa del fatto che si basasse solo su una trasmissione orale.
Il testo consente l’apprendimento della lingua spagnola ai bambini indios.
Con l’aiuto degli anziani, ha scritto la prima grammatica e il vocabolario ayoreo-spagnolo, facendo conoscere la lingua ayoreo anche al Ministero dell’Educazione dello Stato Paraguaiano, asserendo che il rispetto di ogni lingua è il primo gradino per favorire e proteggere la pace in un Paese.
Suor Vittoria Cenedese appartiene all’ordine delle suore operaie ed opera in Burundi nella missione di Nyamurenza.
Al fine di offrire formazione e lavoro a tanti giovani della periferia di Gitega (Mugutu), ha realizzato un Centro Sociale per la formazione professionale e la formazione di piccole cooperative di lavoro.
Francesca Lipeti è un medico che opera presso i Masai dal 1995.
Dalle sue affermazioni: “Siamo sempre arrivati in punta di piedi e con molto rispetto, non abbiamo mai imposto nulla né chiesto alla gente di cambiare abitudini, rituali e cerimonie”, si evince il vero senso della missione cattolica nel mondo.
Molti, parlando di questo premio, usano erroneamente l’espressione “opera di civilizzazione”. Niente di più contraddittorio nei confronti del vero spirito missionario:  il rispetto e la tutela della cultura che si sostiene, si unisce ad una forte intenzione di interscambio culturale. I missionari agiscono nel pieno rispetto della cultura con la quale entrano in contatto. Molto spesso, come padre Zanardini, cercano di proteggere la ricchezza culturale di tradizioni a rischio, come quella degli Indios d'Amrica.

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