SAN FRANCISCO CELEBRA I 100 ANNI DEL FUTURISMO
All'Istituto di Cultura Italiana, la mostra su Fortunato Depero
17 ottobre 2009
“Il gesto per noi non sara’ piu’ un momento fermato del dinamismo universale: sara’ decisamente la sensazione dinamica eternata come tale. Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido.” (Manifesto Futurista 1909)
Era il 1909 quando i futuristi declamavano, con queste massime dirompenti, a tratti eraclitee, le lodi del progresso, del dinamismo e di tutti quei valori d’avanguardia che contrastavano con la solennita’ e l’immobilita’ di un passato ormai opprimente. E’ nel 2009 che, l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, in occasione del centenario del Futurismo, in collaborazione con SFMOMA (San Francisco Museum of Modern Arts) e Performa 09, lancia una formula altrettanto esplosiva: Metal + Machine + Manifesto = Futurism’s First 100 Years. Questo il titolo della rassegna che si e’ aperta mercoledi 14 ottobre 2009 e che terminera’ domenica 18 ottobre.
In galleria, presso l’Istituto Italiano di Cultura (425 Washington Street, Suite 200), la mostra su Fortunato Depero che ha dato il calcio di inizio a questa settimana intensa di spettacoli conferenze ed eventi che coinvolgono l’intera citta’ di San Francisco. Fortunato Depero 50, questo il titolo dell’esposizione curata dal critico d'arte Maurizio Scudiero in collaborazione con Studio 53 Arte e Istituto d'Arte F. Depero di Rovereto, celebra alcuni momenti topici del lavoro del pittore futurista, come la campagna di promozione del 1932 dedicata al Campari. Depero e’ presentato non solo come pittore futurista, ma soprattutto come anticipatore del graphic design e della "polivalenza" dell’artista che si cimenta in pittura, pubblicità e arte decorativa con uguale creativita’ e merito. Accostamenti cromatici azzardati, parole in liberta’ e tipograficamente collocate con irruenza, un sistema segnico in grado di generare espressioni visive di grande impatto ed efficacia come solo il linguaggio pubblicitario ha saputo fare in seguito. Tale e’ la cifra stilistica delle opere esposte. Era solo il 1931, infatti, quando Depero pubblico’ il "Manifesto dell’Arte Pubblicitaria” dove affermava che "l’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria..." ed e’ ai suoi modelli che si ispireranno le generazioni successive di designer. Una mostra, dunque, che non e’ solo l’ennesima sequenza di opere del pittore ma che rivela anche i meccanismi creativi e profetici di un artista tanto eclettico da aver messo la propria “arte al servizio dei nuovi mecenati”, ovvero i capitani d’industria, per promuovere e celebrare i loro prodotti.
Nel ruolo di madrina dell’incontro inaugurale, la direttrice dell’Istituto, Amelia Carpenito Antonucci, ha presentato con caloroso entusiasmo i suoi ospiti di riguardo e introdotto i discorsi del console generale Fabrizio Marcelli e del critico d’arte Maurizio Scudiero, accompagnato da Silvio Cattani, dirigente scolastico dell’Istituto d'Arte F. Depero di Rovereto. E’ inoltre intervenuto durante la serata Frank Smiegel, curatore del SFMOMA, che ha illustrato il programma dell’intero progetto. La settimana, infatti, proseguira’ con una lettura dell’opera di Palazzeschi “Lasciatemi divertire” al San francisco Center of the Book nel pomeriggio di giovedi 15 ottobre, al termine della giornata avra’ anche luogo una conferenza di Marjorie Perloff ed altri docenti dell’UCLA che approfondiranno le forme innovative della poetica futurista al Phyllis Wattis Theater (151 Third Street). Nella stessa sede si svolgera’, sabato 17 ottobre, un simposio di docenti delle maggiori universita’ californiane, coordinato da Luigi Ballerini (UCLA).
A rendere ancor piu’ coinvolgente la serata d’apertura, infine, alcune anteprime delle esibizioni che avranno luogo durante la settimana e che contribuiscono a restituire un autentico carattere futurista all’intero progetto. Soprendenti, infatti, le performance degli attori del Brava! For Women in the Arts che hanno anticipato un estratto dello spettacolo sul teatro sintetico di Marinetti, curato da Raelle Myrick-Hodges, che si terra’ domenica 18 presso il Brava Theater Center (2781 24th Street). Altrettanto sbalorditiva la performance di Luciano Chessa, musicologo dell’Istituto e studioso di musica futurista, che ha ricreato e suonato in anteprima per il pubblico della serata uno degli Intonarumori di Luigi Russolo, uno stravagante insieme di strumenti formati da generatori di suoni acustici che permettono di controllare la dinamica, il volume e la lunghezza d’onda dei diversi tipi di suono. Chessa si esibira’ nuovamente insieme a Mike Patton ed altri musicisti nella serata di venerdi 16 ottobre presso il Novellus Theater, Yerba Buena Center for the Arts (700 Howard Street).
Un contesto vivace, insomma, corredato di un programma tanto ricco e dinamico quanto il movimento che celebra, in grado di sorprendere il suo pubblico ancora oggi come allora.
Daniela Lauria
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