“L’Italiano tra arte, scienza e tecnologia”
Presentazione della IX Settimana della Lingua italiana nel mondo alla Farnesina
18 ottobre 2009
Il 15 ottobre 2009, alle ore 11:00, nella splendida Sala Conferenze Internazionali del Ministero degli Affari Esteri, si è tenuta la Presentazione della IX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
Per discutere il tema di quest’anno, “L’Italiano tra arte, scienza e tecnologia”, la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale ha invitato personalità importanti e testimonial d’eccezione per introdurre l’evento che si terrà dal 19 al 25 ottobre 2009, con manifestazioni che avranno luogo in tutto il mondo.
La presentatrice Rai, Livia Azzariti, ha brillantemente introdotto i numerosi ospiti della tavola rotonda- esponenti delle istituzioni accademiche, scientifiche, culturali, tecnologiche, televisive e letterarie.
Ad aprire la serie di interventi, uno spot realizzato da Rai Educational con l’attore Paolo Ferrari. Ancora tante novità alla presentazione, quest'anno.
In sala, in onore dei quattrocento anni dalle sue prime osservazioni astronomiche, la scultura scenografica “Galileo” di Stella Battaglia e Gianni Miglietta, riveste il busto in gesso del padre della scienza con una “pelle invisibile” costituita da un fascio di luce.
Per festeggiare il Centenario del Manifesto Futurista- una mostra di aeropittura con le opere originali di Mino Delle Site, offerta dalla figlia dell’artista.
Al saluto del Sottosegretario agli Esteri, il senatore Alfredo Mantica, è seguito l’intervento di Nicoletta Maraschio, Presidente dell’Accademia della Crusca. E’ stato proprio dalla collaborazione dell’Accademia con la DGPC del Ministero degli Affari Esteri che è nata nel 2001, la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
Sveva Sagramola, presentatrice di molte trasmissioni Rai dedicate alla scienza, ha ricordato la necessità di una presenza più incisiva degli spazi dedicati alla lingua italiana in tv. Il Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, ha introdotto la "Questio de aqua et terra", mentre a rappresentare il contributo delle università c'erano la docente di architettura della Sapienza, Maria Cecilia Mosconi e il Rettore dell'Università per Stranieri di Siena, Massimo Vedovelli.
La prima donna che dirige l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Lucia Votano, ha ricordato il contributo degli italiani nel settore scientifico che, numerosi, attraverso le molteplici collaborazioni internazionali, promuovono all’estero la nostra lingua e cultura.
Ha ricevuto molti applausi il Professore di Astronomia dello IUSS di Pavia e accademico linceo, Giovanni Fabrizio Bignami. Brillante, ironico e comunicativo, l’intervento di questo straordinario testimonial ha saputo esprimere la valenza artistica e linguistica insita nell’astronomia.
Traducendo in inglese, per la prima volta, l’opera di Galileo “La Stella Nuova” e conservando abilmente il senario giambico dell’originale, l’astronomo ha dato un prezioso contributo alla diffusione all’estero del nostro patrimonio storico-letterario, oltre che scientifico.
Con un salto verso la contemporaneità, poi, Bignami ha ricordato i versi di Primo Levi, dedicati a Galileo Galilei: “Io sono stato che ho sfondato il cielo,/ Prima che il sole mi bruciasse gli occhi”.
A riconfermare la connessione esistente tra il mondo letterario e quello scientifico, l’intervento della scrittrice Dacia Maraini si è ricollegato a quello dell’astronomo. Il concetto di nudità simbolica, formulato da Galileo ma proprio anche di San Francesco D’Assisi, rappresenta l’istanza della riscoperta delle radici.
La lingua può intervenire sulla realtà, come la scienza, in un gioco di interconnessioni: Galileo stesso, ha ricordato, scrisse il “Discorso sulle cose che galleggiano sull’acqua” in un volgare, l’italiano, anziché nella lingua ufficiale, il latino.
Il Direttore Generale della Promozione e della Cooperazione Culturale, Francesco Maria Greco, ha concluso la serie di interventi, ponendo l’accento proprio sulla questione della lingua ed esordendo con le parole di uno scrittore: “La mia casa è nella mia lingua. La mia lingua è la mia patria”. Il Direttore Generale ha sottolineato il bisogno per l’Italia di “una unità nella diversità”, che preveda una piena accettazione dei localismi e delle differenze regionali. Il fine, riassunto nel verso latino “Et pluribus, unum”, è quello di valorizzare tutto ciò che di meglio offre il patrimonio culturale nazionale.
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