ROMA E REGGIO CALABRIA INSIEME PER L’ARTE
Gemellaggio Culturale tra le città di Roma e Reggio Calabria
03 novembre 2009
“Roma e Reggio Calabria, insieme per l’ Arte” è il primo evento organizzato nell’ambito del patto di
gemellaggio culturale tra Roma e Reggio Calabria, promosso da i due sindaci Giovanni Alemanno e
Giuseppe Scopelliti.
I legami storici e culturali tra le due città sono antichi e profondi. Fin dal 351 a.C l’antica Rhegion,
una delle più fiorenti città della Magna Grecia, si alleò con Roma, dapprima per contrastare le
incursioni dei Bruzi, in seguito contro Pirro e poi contro Cartagine, partecipando alle guerre
puniche con navi e contingenti militari. Successivamente, nell’89 a.C., in seguito alle guerre sociali,
la città calabrese divenne municipium cum suffragio, conservando tuttavia lingua e tradizioni
greche. In onore di Cesare Ottaviano Augusto cambiò il suo nome in Rhegium Julii.
Il patto di gemellaggio culturale tra Roma e Reggio Calabria ravviva oggi l’antica amicizia
per favorire la nascita di nuove realtà culturali e turistiche. Nell’ambito del gemellaggio verranno
promossi scambi culturali che, valorizzando il ricco patrimonio storico e artistico delle due città,
intendono favorire la conoscenza e la collaborazione reciproca.
La prima iniziativa promossa vede la partecipazione di due tra le più importanti istituzioni
cittadine, i Musei Capitolini di Roma e la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, e la scelta
delle opere in prestito è stata concepita secondo un criterio che tiene conto del loro particolare
significato simbolico.
Ai Musei Capitolini nella prestigiosa Sala degli Arazzi in Palazzo dei Conservatori, saranno esposti
tre dipinti provenienti dalla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria e rappresentativi delle collezioni
del museo calabrese: il Cristo e l’adultera di Luca Giordano (Napoli 1634 – Napoli 1705 ) e
due tele di Vincenzo Cannizzaro - artista nato a Reggio Calabria alla metà del ‘700 - il Martirio
di San Lorenzo e la Caduta di Simon Mago. Nella scelta dei dipinti si vuole sottolineare il ruolo svolto dalla ricca cultura figurativa romana per tutto il ‘600 e ‘700 nella formazione dei giovani
artisti che, anche dalle regioni del meridione, giungevano a Roma per apprendere l’arte del
dipingere. Anche l’artista napoletano Luca Giordano, che ebbe una notevole e vasta produzione, si
era formato a Roma accanto a Pietro da Cortona, prima del suo soggiorno a Venezia. La scelta
delle due tele di Vincenzo Cannizzaro (Reggio Calabria 1742 – Reggio Calabria 1768) è invece del
tutto particolare. L’artista, morto in giovane età dopo un breve, ma proficuo soggiorno a Roma, fu
costretto per l’aggravarsi della sua malattia a rientrare in patria, nonostante i promettenti inizi della
sua carriera pittorica. Nei due dipinti presentati, realizzati dopo il ritorno nella città natale, sono
evidenti le reminescenze e le influenze della cultura figurativa, da Pompeo Batoni a Giaquinto, che
il pittore reggino aveva assimilato nel corso del soggiorno romano.
Alla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria sono concessi in prestito dalle collezioni Capitoline
un dipinto, Diogene e Platone, opera di Mattia Preti, insieme a due busti, Omero e
Pitagora, provenienti dalla Sala dei Filosofi in Palazzo Nuovo.
Il prestito dei due busti rende omaggio alle origini greche della città di Reggio Calabria con
l’esposizione dell’effigie, tramandataci dall’antichità, di due grandi protagonisti della cultura greca
che raggiunse nelle colonie della Magna Grecia notevoli vette culturali, sia nell’ambito della poesia
che della filosofia. I temi dell’epos e del mito narrati da Omero vennero ripresi e cantati nelle
liriche del poeta Stesicoro (vissuto nel VII – VI sec. a.C.), che la tradizione definisce di Imera,
anche se altri ritengono nativo di Locri o di Metauro.
Con la scelta del busto di Pitagora, una delle rare rappresentazioni del filosofo pervenutaci, si
rende omaggio a questa grande figura di matematico, politico e filosofo, che proprio in Calabria
aveva fondato la scuola che da lui prende nome. Le colonie di Crotone, Sibari e Reggio Calabria
furono le sedi più importanti della scuola pitagorica i cui insegnamenti sopravvissero ai tumultuosi
eventi dai quali fu in parte travolta.
Insieme agli antichi busti viene concesso in prestito un dipinto del più importante pittore nato in
Calabria, Mattia Preti (Taverna 1613- Malta 1699), attualmente conservato nella Pinacoteca
Capitolina. L’opera, Diogene e Platone verrà esposta nella Pinacoteca Civica accanto ad un altro
quadro dello stesso autore presente nelle collezioni del museo, Il figliol prodigo, favorendo così il
confronto tra le due tele.
Attraverso questo importante scambio di opere d’arte viene confermato il legame privilegiato che
fin da tempi molto lontani unisce Roma e Reggio Calabria, con la consapevolezza reciproca del
valore storico e culturale delle due città da trasmettere alle nuove generazioni.
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