“Galileo Galilei e l’universo dei suoi libri”
L'IIC di Monaco di Baviera presenta la conferenza di A. I. Fontana
04 dicembre 2009
L’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera ha il piacere di annunciare la conferenza "Galileo Galilei e l’universo dei suoi libri", di Antonia Ida Fontana, Direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
L’evento ha luogo oggi, giovedì 3 dicembre 2009, alle ore 19, presso la Fürstensaal della Bayerische Staatsbibliothek, Ludwigstraße 16, a Monaco di Baviera.
Nell’ambito della IX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
In lingua italiana con traduzione simultanea.
Organizzano l’evento la Bayerische Staatsbibliothek e l’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Consolato Generale Svizzero di Monaco di Baviera, l’Istituto di Filologia Italiana dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, la Società Dante Alighieri di Monaco di Baviera, ESO Garching e Hochschule / University of Applied Sciences di Monaco di Baviera.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha il privilegio di conservare una delle documentazioni più importanti della storia della scienza fra '600 e '700, rappresentata dal Fondo Galileiano. Il Fondo è costituito da 347 filze manoscritte che comprendono quasi tutti gli autografi di Galileo fino ad oggi conosciuti, corredati da numerosi documenti, notizie e scritti a lui relativi. Comprende inoltre manoscritti dei suoi discepoli, i loro carteggi e quelli con i più importanti scienziati di tutta Europa.
In occasione del quattrocentesimo anniversario delle scoperte astronomiche effettuate da Galileo, l’UNESCO ha proclamato il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha voluto rendere omaggio al grande scienziato toscano con una mostra che illustrasse il suo rapporto con i libri, con la scrittura e con la lingua, attraverso l’analisi e l’esposizione di preziosi documenti manoscritti conservati nel Fondo Galileiano.
È interessante notare come già nelle ultime tre edizioni del Vocabolario dell’Accademia della Crusca sia possibile trovare tracce delle innovazioni terminologiche dovute alle scoperte e alle opere di Galileo (ricordiamo che Galileo mantenne sempre forti legami con Firenze e, nel 1605, fu nominato Accademico della Crusca). D’altronde la concezione innovativa del rapporto tra scienza e linguaggio, tra analisi dei fenomeni e parole utili alla loro descrizione costituì una costante nel corso dei lavori per elaborare la terza impressione del Vocabolario, nel 1691.
Ma il contributo di Galileo alla lingua italiana va ben oltre la collaborazione con l’Accademia: in un tempo in cui le relazioni scientifiche venivano svolte in latino, Galileo scelse di usare l’italiano non solo per le opere di carattere pratico, dedicate agli uomini “meccanici”, ma anche per le opere dedicate ai dotti.
Tra le principali opere galileiane appartenenti al patrimonio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze c’è il "Sidereus Nuncius magna, longeque admirabilia spectacula pandens", pubblicato nel 1610, in cui Galileo parla del telescopio, della scoperta di migliaia di nuove stelle e dell’osservazione della superficie lunare. La pubblicazione del "Sidereus Nuncius" contribuì a mutare sia la sua fisionomia di ricercatore sia la sua immagine pubblica e la sua vita professionale e privata, ma provocò anche un gran numero di critiche e invidie fra gli scienziati e gli aristotelici più o meno ortodossi. Da ricordare anche il saggio "Istoria e dimostrazioni intorno alle macchine solari e loro accidenti" comprese in tre lettere scritte all’illustrissimo signor Marco Velieri, ove critica la fisica celeste aristotelica ed esprime con decisione l’adesione alle teorie copernicane.
Tra il 1624 e il 1631 Galileo fu molto impegnato nella stesura dell’opera più importante della sua vita, il "Dialogo di Galileo Galilei… Dove ne i congressi di quattro giornate si discorre sopra i due massimi sistemi del mondo tolemaico e copernicano…" Due anni dopo, ormai settantenne e malato, dovette comparire davanti al tribunale dell'Inquisizione e ammettere di aver accolto la teoria eliocentrica. Interrogato più volte e minacciato di tortura, fu condannato a rinnegare. Il "Dialogo" fu proibito e inserito nell’Indice.
Per informazioni:
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