La Natura Morta de la Dolce Vita
Presentato a Parigi il volume di Mauro Aprile Zanetti su Fellini e Morandi
16 dicembre 2009
Mauro Aprile Zanetti – La Natura Morta de la Dolce Vita. Presentazione del libro su Fellini e Morandi all’Istituto Italiano di Cultura de Paris.
In occasione delle celebrazioni parigine dedicate al Maestro del Cinema con una rassegna enciclopedica, un’expo e una retrospettiva intitolata “Tutto Fellini”, il giovane filmmaker e scrittore siciliano, Mauro Aprile Zanetti –reduce da un brillante book-tour svolto lungo tutto il 2009 in Nord-America, con alcune tappe significative anche in Italia (Milano, Centro San Fedele – Roma, Associazione Civita – Palermo, Auditorium Rai) –, ha presentato come ultima meta dell’anno all’Istituto Italiano di Cultura de Paris, il suo libro di rivelazione morandiana su La Dolce Vita di Federico Fellini.
Federico Fellini: per farla finita con il fellinismo. Giorgio Morandi: un segno eloquente del silenzio nel frastuono de La Dolce Vita.
Suona umoristicamente così in italiano la traduzione del titolo francese della tavola rotonda organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, diretto da Rossana Rummo, per la presentazione del “libro eretico del fellinismo”a firma di Mauro Aprile Zanetti: La Natura Morta de La Dolce Vita. Un misterioso Morandi nella rete dello sguardo di Fellini – A mysterious Morandi in the matrix of Fellini’s Vision. Illustrazioni di Piero Roccasalvo – Prefazione di Renato Miracco. Bloc-notes Edition, Istituto Italiano di Cultura, New York City, 2008. [Edizione bilingue ITA-ENG – Elegante formato catalogo, 23,5x33,5 cm – Col. Ill. pp. 112].
Nel quadro interdisciplinare della grande parade dedicata a Fellini– a cavallo del cinquantenario della Palma d’oro a Cannes nel 1960 –,organizzata a Parigi dal Jeu de Paume in associazione con la Cinémathèque Françaisee l’Istituto Italiano di Cultura, il 16 dicembre alle 18.30, il libro è stato presentato dall’autore insieme al critico cinematografico Eugenio Renzi (Independencia) presso l’Istituto Italiano di Cultura. Ha moderato l’incontro la direttrice Rummo, che negli ultimi tre mesi, oltre ad aver ospitato spettacoli musicali e proiezioni nel segno di Fellini, ha invitato in dibattiti, presentazioni e tavole rotonde, artisti, autori e critici di primo ordine legati a Fellini e alla sua opera, quali: lo scenografo, premio Oscar, Dante Ferretti, il compositore Nicola Piovani, il traduttore e saggista Jean-Paul Manganaro, la traduttrice di Dante in Francia, e specialista di Fellini, Jacqueline Risset, alcuni storici critici cinematografici e specialisti come Jean A. Gili, Serge Toubiana, e anche il curator della mostra del Jeu de Paume, Sam Stourdzé.
In occasione della presentazione del “saggio-racconto, quasi un fumetto” di Mauro Aprile Zanetti è stata proiettata una slide show delle illustrazioni originali del libro, eseguite da Piero Roccasalvo –pittore, art director e graphic designer, primo collaboratore e di lunga data per i libri e i film sperimentali di Aprile Zanetti, progettati e realizzati insieme, dall’ideazione fino alla stampa tipografica, e che, come sottolineano i due autor,: “si compie rigorosamente in un dammùso siciliano molto affollato di attrezzi, che è sempre meno di un garage e molto più di una casa e di un’officina”.
A un anno esatto dalla prima presentazione del libro presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York, che lo pubblicò per volontà del critico d’arte Renato Miracco nella collana Bloc-notes Edition – in occasione della triplice mostra dedicata all’opera di Giorgio Morandi a Manhattan nel 2008, rispettivamente dal Metropolitan Museum of Art, dalla Casa Zerilli Merimò (NYU) e dall’Istituto Italiano di Cultura, sotto la cura di Miracco e la collaborazione di Maria Cristina Bandera (Fondazione Longhi) – il bilancio del vivace book-tour nord-americano di Mauro Aprile Zanetti, attraverso le principali istituzioni per lo studio del cinema e dell’arte negli States, dalla Est Coast con lo Eugene Lang–The New School e la New York Film Academy di Manhattan alla West Coast californiana, con la San Francisco State University, sembra molto positivo e degno di un racconto da pionieri.
Dice picarescamente l’autore: “Non avrei mai pensato di intraprendere un percorso di ricerca così avventuroso – roba non da quarter horse, più da purosangue arabo, capace di affrontare lunghe e impervie distanze ad ostacoli, facendosi bastare l’ossigeno e i sogni in bisaccia –, variegatissimo per pubblico e impegnativo come sfida di ricerca internazionale, solo per raccontare la leggenda di una scoperta estetica e poetica squisitamente di regia, a 50 anni da La Dolce Vita, quale una natura morta di Morandi nel più celebre film di Fellini. Tuttavia da subito a New York avevo sentito la certezza di avere un’opportunità più unica che rara: convinto come ero di poter arricchire la mia ricerca interdisciplinare sul mistero di Morandi in Fellini – quasi completamente ignorato per mezzo secolo dalla critica cinematografica internazionale, e spesso anche da quella d’arte, che in più di un caso avrebbe fatto meglio a tacere della visione di Morandi come riduttiva citazione mimetica dell’arte (fissare l’indice e non dove esso indica) –, non avrei però mai creduto fino al punto di poter imparare tanto sul cinema, l’arte, la società dello spettacolo e anche la vita proprio “a partire da uno sparuto Morandi”, come scrisse del mio libro il più grande specialista di Fellini, recentemente scomparso, Tullio Kezich, “che noi tutti avevamo percepito, ma non capito fino in fondo”. Infatti – continua l’autore – oltre agli autorevoli endorsement della critica specialistica e interdisciplinare americana e italiana, quali Tullio Kezich (Pres. onorario Fondazione Fellini), Jerry Sherlock (Nyfa), Maurizio Porro (Corriere della Sera), Neil Gordon (Boston Review), Gianni Canova (Sky Cinema), Salvatore Ferlita (La Repubblica di Palermo), Alessandro Cassin (Lacanian Ink, L’Espresso, Fucine Mute), Leonetta Bentivoglio (La Repubblica), raccolti nel corso di queste lectures americane e anche italiane, la mia ricerca si è arricchita di tante nuove piccole e grandi scoperte. Anche grazie all’ausilio di un corso universitario che ho tenuto allo IULM di Milano, come visiting art professor per la cattedra del prof. Canova (pres. facoltà di comunicazione e spettacolo), da meritare ora la ricerca lo spazio adeguato per una riedizione ad hoc. A parte il fatto che in realtà il libro, nonostante i suddetti riconoscimenti, non ha ancora oggi un editore italiano, “l’edizione – aggiunge l’autore – andrebbe quantomeno ampliata, oltre che ad una meravigliosa e sottile citazione poetica della lezione di Morandi nella produzione di animazione, premio Oscar 2009 della Disney-Pixar, WALL•E di A. Stanton, soprattutto anche per la scoperta nell’Archivio Pasolini, presso l’Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux di Firenze, di una Cartella Cinema (CC) di Pier Paolo Pasolini, oggi comodamente a disposizione del lettore anche attraverso un ricchissimo Meridiano dedicato al cinema del grande poeta, faro e profeta italiano. E’ qui che il regista de Il Vangelo secondo Matteo, “primo consigliere” di Fellini per La Dolce Vita, annota alcune pagine esemplari proprio sul personaggio di Steiner, che bolognesizza in un certo Mattioli, da fare luce non solo sulla prima e unica indicazione scritta di un suggerimento longhiano a Fellini per usare poeticamente Morandi attraverso il personaggio del misterioso intellettuale Enrico Steiner, che sarebbe stato interpretato dalla “guglia gotica” Alain Cuny. Queste pagine pasoliniane meriterebbero anche una lettura più attenta per fare migliore luce sul metodo di scrittura, di sceneggiatura e più precisamente sulla “rete dello sguardo” di Fellini: cifra di matrice di un classico”.
“Tutto questo e altro ancora – conclude con tono affabulatorio e visionario Mauro Aprile Zanetti – vorrei prendesse la forma, oltre che di una mostra espansa dai disegni di Piero Roccasalvo a ulteriori sviluppi per sculture e performance, anche di un docu-drama su La Dolce Vita di Fellini alla ricerca di una natura morta di Morandi.
Il titolo – continua Aprile con una sorta di sorriso da sfinge –, seppur provvisorio, c’è già: The Fellini’s Vanitas”.
In vista dell’anno ufficiale del cinquantenario de La Dolce Vita e in virtù di quanto sentito, non resta che augurare si faccia ora avanti un editore e un produttore, la rivelazione umoristica e iconoclasta continua ancora.
Evviva Fellini, il piacere è garantito!
Commenta
Devi essere autenticato per scrivere i commenti