La dissonorata - un delitto d onore in Calabria

di e con Saverio La Ruina - Compagnia Scena Verticale di Castrovillari (Cosenza)

14 gennaio 2010


Dal 16 al 17 gennaio 2010, l’Istituto Italiano di Cultura di Grenoble, presenta lo spettacolo di e con Saverio La Ruina : Dissonorata – Un delitto d'onore in Calabria, con le musiche di Gianfranco De Franco, sul palco del CREARC – Le Petit Théâtre, 8 rue Pierre Duclot a Grenoble.
Dissonorata ha vinto importanti premi e riconoscimenti tra cui il doppio Premio UBU 2007 quale “Migliore attore” e “Migliore novità italiana”, ed il Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008. Lo spettacolo è stato inoltre Finalista al Premio ETI “Gli Olimpici del Teatro 2007” nella categoria per il “Migliore interprete di monologo”.
Saverio La Ruina, per la compagnia Scena Verticale, scrive dirige e recita una storia che ci racconta seduto su una sedia, con pochi gesti, in calabrese stretto, facendoci sorridere e commuovere, accompagnato sul palco dal musicista Gianfranco De Franco e dai suoi strumenti.

Saverio La Ruina interpreta la figura di una donna senza nome, la Dissonorata del titolo. Lo spettacolo, presentato in prima nazionale nel settembre 2006 al Festival Bella Ciao diretto da Ascanio Celestini, racconta infatti la storia di una ragazza del Sud Italia in un dopoguerra segnato dalla fame e dall'ignoranza. La storia della ragazza è una piccola storia: un matrimonio vagheggiato, il dover aspettare che si sposi la sorella più grande che nessuno sembra volere, la paura che l'uomo, scelto ovviamente dal padre, si stanchi, il cedere alle lusinghe, l'attesa di un bimbo, il tentativo dei famigliari di ucciderla col fuoco perché disonorata, la nascita del bimbo. Lei sfigurata e sola con il suo bambino ha ancora la forza di sorridere alla vita. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, delle loro amiche e delle amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un'amara ironia. Utilizzando il dialetto calabrese, piegato ad una mirabile musicalità, l'attore racconta tutto: ciò che è detto e ciò che non è detto. Grazie ad una grande forza comunicativa, il suo linguaggio è comprensibile al pubblico di ogni luogo d'Italia e anche al di là delle frontiere italiane.

Commenta

Devi essere autenticato per scrivere i commenti