IL CROCIFISSO:PILASTRO DELL’IDENTITA’EUROPEA

FRATTINI A STRASBURGO:UN RAZZISMO AL ROVESCIO

29 gennaio 2010


 
A Strasburgo, di fronte all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, il Ministro Franco Frattini ha espresso l’opinione del governo italiano in merito alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul no alla presenza del crocifisso nelle scuole perché costituente «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». La Corte ha dichiarato di non essere «in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
Il governo italiano presenterà ricorso. Il crocifisso, e con esso il cristianesimo, è il simbolo che costituisce l’identità non solo nazionale ma anche europea, ha ribadito Frattini. Si dimostra deciso e si rivela molto forte nelle sue affermazioni, il Ministro degli Affari Esteri, affermando che: l' organismo paneuropeo ha stralciato dal Trattato di Lisbona i riferimenti alle «radici cristiane», riconoscendo giustamente “agli altri il tratto religioso delle identità coinvolte nel fenomeno migratorio» , salvo poi svincolare da quello stesso tratto la coscienza di se stessa e offrendo «lo spettacolo involontario di un razzismo rovesciato». «La logica del gruppo - spiega - non deve prevalere sull' individuo e su diritti non relativizzabili».
La polemica si richiama, inoltre, all’inesistenza di una reciprocità nella possibilità di costruire dei luoghi di culto in territorio musulmano, che si contrappone all’ampia possibilità in occidente di erigere moschee.
Il Ministro ha affermato che si debbano difendere i valori del cristianesimo perché facenti parte di un’identità e, come affermato da Papa Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, costituiscono “una via al dialogo” ed un fattore del pluralismo morale della società moderna.
E’ perciò importante che anche i migranti studino, conoscano e rispettino i valori storici dell’Europa. In merito alle politiche di immigrazione, Frattini ha ricordato infatti che «La cittadinanza è una conquista dopo un percorso complesso, fatto di dialogo, di formazione scolastica e civica, di apprendimento della lingua e di condivisione dei diritti fondamentali».
 

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