I VENERDI’ DELLA SCIENZA ALL’IIC DI TEL AVIV
Incontri mensili di divulgazione scientifica
08 febbraio 2010
La scienza: questa sconosciuta. Chiunque lavori nell’ambito della divulgazione della cultura sa bene quanto possa essere difficile trattare argomenti di carattere scientifico in modo da renderne agevole la comprensione al grande pubblico.
Un obiettivo attentamente perseguito dall’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, che quest’anno ha preso spunto dalle celebrazioni galileiane in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo per dare il via ai “Venerdì della scienza”, una serie di appuntamenti mensili incentrati su tematiche sempre diverse ma comunque afferenti all’universo scientifico.
Si è cominciato venerdì 23 ottobre 2009 con “Le orme di Galileo nella scienza moderna: la teoria dei sistemi e delle reti complesse”, una conferenza tenuta dall’Addetto Scientifico dell’Ambasciata, Stefano Boccaletti. Il Prof. Boccaletti ha intrattenuto gli ospiti su un argomento che può sembrare astratto ma che invece si rivela di scottante attualità: la rivoluzione occorsa negli anni ’90 alla Draft Theory, o teoria delle matrici, con la conseguente nascita della nuova teoria delle reti complesse.
Confrontandosi con le cosiddette “reti reali” (innanzitutto internet, ma anche l’insieme dei collegamenti aereoportuali, il sistema nervoso, la trasmissione della malattie infettive, ecc) gli scienziati hanno infatti compreso che esse non obbediscono in toto alle leggi matematiche della teoria delle matrici, poiché i nodi che compongono tali reti non sono tutti uguali ma si differenziano per importanza in nodi centrali (hub) e periferici, con tipologie di difesa e trasmissione dei dati del tutto peculiari ad ognuno di essi. Una scoperta che ha trasformato la moderna visione della realtà e che – viste le sue applicazioni pratiche nel quotidiano – genera un’imponente produzione scientifica annuale.
L’intervento del mese di novembre ha avuto per protagonista la psicologia, con l’intervento del dott. Davide Papo – postdottorando all’Università di Tel Aviv ed al Technion di Haifa – intitolato “Ma cosa ti passa per la testa? Psicologia e cervello ai giorni nostri”.
La comunicazione del Dott. Papo ha illustrato agli intervenuti la professione dello psicologo cognitivo, fornendo qualche presupposto teorico del suo operato e descrivendo i principali problemi fronteggiati e i mezzi utilizzati nella ricerca.
Dopo una rapida introduzione a qualche meccanismo generale di funzionamento cerebrale, il relatore ha fornito una panoramica delle strategie di proiezione cervello-comportamento-funzione cognitiva dalle origini della neuropsicologia clinica a i nostri giorni. Egli si è poi soffermato su alcune tecniche d’investigazione comunemente usate (risonanza magnetica, elettroencefalogramma, stimolazione magnetica transcranica…) e sul tipo di dati che queste tecniche forniscono ai medici, che poi le interpretano attribuendo significato psicologico ai risultati delle analisi.
Venerdì 11 dicembre la Dott.ssa Elisabetta Boaretto – ricercatrice presso il Weizmann Institute of Science.ha analizzato le applicazioni della scienza in un particolare ambito archeologico, tenendo un intervento su “Il tempo in archeologia: come si contano gli anni con il radiocarbonio”.
La Dott.ssa Boaretto ha documentato all’uditorio la vitale importanza del metodo basato sul radiocarbonio o carbonio-14, che permette la datazione di reperti di origine organica misurando la concentrazione di 14C in essi contenuto. Utilizzando questo metodo si arriva talvolta a confutare le datazioni proposte dai testi storici in nostro possesso, in quanto le cronologie basate su tali testi non sempre coincidono con il record archeologico datato con il radiocarbonio È quanto è accaduto di recente in Israele, dove il racconto biblico dei re Davide e Salomone e' stato messo in discussione proprio da una nuova cronologia basata sul 14C.
Il primo appuntamento del 2010, tenutosi il 21 gennaio, ha avuto per argomento una tematica di scottante attualità, il riscaldamento climatico. “La terra ha la febbre: diagnosi e prognosi” – questo il titolo dell’intervento del Dott. Marcelo Sternberg, ricercatore presso la Faculty of Life Science della Tel Aviv University – ha illustrato agli ospiti la differenza tra la prima grande contaminazione dell’atmosfera, causata milioni di anni fa dall’interazione di migliaia di specie: batteri fotosintetici, piante, funghi…, e l’attuale cambiamento climatico globale, che è invece provocato da una sola specie: l’uomo.
L’aumento dei gas serra – anidride carbonica, ossido di azoto, metano… – è causato innanzitutto dal sempre maggiore utilizzo di combustibili fossili, poi dalla sovrappolazione e dal cambiamento d’uso di terra ed oceani.
Per contrastarlo, il relatore ha illustrato i tre principali rimedi proposti dalla comunità scientifica: una maggiore tassazione sulla produzione di anidride carbonica, lo sviluppo della geoingegneria – che permette di manipolare l’atmosfera con l’uso delle tecnologie – e soprattutto il cambiamento della mentalità consumistica della società contemporanea. Solo una corretta educazione allo sviluppo sostenibile potrà infatti salvare il pianeta e la nostra specie dalla catastrofe.
Il prossimo “incontro con la scienza” è previsto per il 18 febbraio. Il Dott. Maurizio De Pittà, dottorando di ricerca in neuroscienze computazionali all’Università di Tel Aviv, parlerà ai convenuti della “Glia: Una colla che conta metà del cervello”.
Interrogati su come il cervello funziona, probabilmente molti di noi penserebbero esclusivamente ai neuroni., sottovalutando l’importanza delle cellule della glia, dal greco glia ossia “colla”.
Tali cellule, che nell’uomo possono essere dalle 10 alle 50 volte più numerose dei neuroni ma a differenza di questi non generano impulsi elettrici, devono il loro nome al fatto che sono sempre state considerate niente di più che una sorta di “colla cellulare” per tenere insieme i neuroni e garantirne l’apporto di nutrienti. Negli ultimi due decenni questa visione è stata però messa in discussione da numerosi esperimenti che hanno evidenziato come la glia potrebbe essere coinvolta in una moltitudine di funzioni cerebrali, tra le quali anche quella di interagire con il mondo che ci circonda elaborandolo e memorizzandolo.
Spaziando con vivace eclettismo da una disciplina all’altra, gli ospiti dei “Venerdì della Scienza” si stanno avvicinando a tematiche di grande attualità, la cui osticità viene sempre superata dalla brillante trattazione dei relatori, che riescono a rendere gli argomenti accessibili anche ad un pubblico vasto e non specializzato. Di mese in mese, di venerdì in venerdì, l’avventura prosegue!
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