“Abitiamo in una sola piazza, tutti”
Il poeta Jack Hirschman legge Alfonso Gatto in inglese
09 marzo 2010
A cento anni dalla nascita di Alfonso Gatto, Jack Hirschman traduce e pubblica, con il titolo Magma, un’antologia di poesie del poeta italiano. Giovedì 4 marzo il “poeta laureato” (2006) di San Francisco ha presentato la pubblicazione insieme all’attrice Antonella Soldaini presso l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, deliziando il pubblico con assaggi di lettura.
L’antologia è l’incontro ideale tra due figure di spicco, che diviene incontro tra culture, per scoprire affinità di interessi e intenti comuni nel fare poetico. Alfonso Gatto (1909-1976) è stato un poeta, scrittore, pittore e attore salernitano, tra i protagonisti della corrente dell’Ermetismo e personaggio d’eccezione per il suo impegno artistico, etico e politico contro il fascismo e la guerra. Era “uno di quegli uomini che sembrano portarsi addosso tutto il peso del tempo”, dal “volto vissuto, con le tracce di una antichità concentrata”, scrive il critico Eraldo Miscia - una descrizione che sembra calzare a pennello anche per l’americano Jack Hirschman. Prominente figura nel panorama della poesia attivista, rivoluzionaria, il poeta originario di New York ha pubblicato oltre cento libri e opuscoli di poesia, e saggi e traduzioni da nove lingue. Il suo rapporto con l’Italia è di lunga data, ed è culminato con l’assegnazione, nel 2007, del Premio Alfonso Gatto nella città di Salerno. Quale location migliore, dunque, dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco per presentare Magma al pubblico americano?
Ha dato il via alla serata il benvenuto della direttrice dell’Istituto Amelia Carpenito Antonucci, seguito dall’introduzione teorica all’opera di Gatto da parte di Elisabetta Nelsen, direttrice del dipartimento di lingue straniere alla San Francisco State University. A sorpresa poi il breve intervento di Mark Lipman, scrittore, poeta e artista multimediale co-editore insieme a Caza de Poesia dell’antologia, che ha letto una poesia di Gatto nella traduzione di Hirschman, e l’interpretazione cantata di Antonietta Villamil, autrice e poetessa internazionale, di un altro brano tratto da Magma. Interventi-ponte, che hanno preparato il pubblico alla performance vera e propria. Nella sala affollata facevano da sfondo gli intensi rossi e blu delle opere dell’artista Silvio Cattani, attualmente in mostra presso l’istituto. Più vivide ancora le impressioni suscitate dalle poesie lette: l’interpretazione contenuta, misurata dell’attrice Soldaini - che leggeva la versione italiana - veniva potenziata dalla lettura profodamente coinvolta e ispirata di Hirschman stesso. In questo processo di duplice interpretazione, la poesia di Gatto si rivestiva - grazie alla sapiente traduzione - di una dimensione ulteriore: beneficiava di un approfondimento che ne dilatava il senso, ne riprendeva gli accenti atmosferici per trasferirli e intensificarli in una lingua ulteriore, aprendo così le porte a un nuovo pubblico. Molteplici i temi che la selezione di Hirschmann ha presentato, a dimostrazione del carattere poliedrico della poesia di Gatto: “Le ragazze moderne non sono eterne”, riflette il poeta in Canzonetta; ma il tema dell’amore può colorarsi di tinte scure, come nell’amarezza di In treno, all’alba. La protesta contro l’oppressione della guerra emerge invece con forza in Per i martiri di Piazzale Loreto o nel Lamento d’una mamma napoletana (“mio, il figlio, e la sua morte mia, la guerra”); mentre il legame affettivo con la città d’origine, Salerno, viene cantato nella delicata evocazione di particolari atmosferici, come gli scenari de Il Vicolo della Neve. Il linguaggio è spontaneo, allusivo, spesso rarefatto, la sensibilità quasi pittorica, sensoriale, le parole suggestione, melodia.
La commozione del lettore Hirschman si è rivelata contagiosa: il pubblico, tra cui amici del poeta, artisti e letterati che animano la scena culturale di San Francisco - come la pittrice e poetessa anglosvedese Agneta Falk -, si è dichiarato entusiasta della performance. Nel rinfresco offerto dall’Istituto dopo l’evento c’è stata poi l’occasione di scambiare opinioni e impressioni; i dialoghi si sono protratti fino a tarda serata, a testimonianza dell’effetto stimolante di una poesia provocatoria, incalzante, in grado di scuotere le coscienze oltre i confini linguistici e culturali.
Maria Bremer
IIC San Francisco
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