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Settimana d'informazione sulla salute mentale

22 marzo 2010

Anche quest'anno la Settimana d'Informazione sulla Salute Mentale in Francia è stata l'occasione per una interessante collaborazione tra l'Associazione Arpsydemio, che ogni anno organizza questa campagna di informazione e sensibilizzazione sui disturbi mentali, l'Istituto Italiano di Cultura e il Dipartimento di salute mentale di Trieste. Nell’ambito delle due giornate di colloqui indette il 16 e 17 marzo in questa occasione, l’Istituto di Marsiglia è stato una delle sedi del dibattito, oltre alla Biblioteca Regionale di Marsiglia Alcazar. L'insieme delle iniziative, che aveva il titolo Follia e Media - Dove sono i pericoli? Chi sono le vittime?, era volto principalmente ad approfondire la dimensione sociale della problematiche legate alle psicopatologie, in quanto intendeva rilevare la tendenza dei media (e della società tutta) a stigmatizzare il comportamento deviante, individuandovi un facile capro espiatorio. Se si prende in considerazione l'aggressione che il malato subisce da parte della società o addirittura da parte di una terapia inadeguata, quando il malessere psichico esplode in episodi di violenza non è in realtà semplice individuare la vittima.

La giornata di incontri svoltasi presso l'Istituto di Marsiglia il 16 marzo, dal titolo "Società solidale o società di sicurezza?", intendeva appunto invitare a tali riflessioni, senza dare risposte definitive. A partire dalle 18.00 la Sala Amerigo Vespucci ha aperto i battenti per accogliere un pubblico numeroso e vivacemente interessato alle diverse manifestazioni in programma. Il gruppo GEM (Groupe d'entraide mutuelle - Gruppo di aiuto reciproco) Parenthèse ha portato in scena la pièce « Petites vies en traches », mentre il GEM LEO si è esibito in una lettura di testi. Ha fatto seguito la proiezione del film "Vivre à la folie", realizzato dal giornalista di France 2 Romain Potocki dopo aver vissuto una settimana nel servizio psichiatrico dell’Ospedale Edouard Toulouse di Marsiglia. L’aperitivo è stato poi animato dalla Percu’s Band del GEM les Canoubiers.
La presentazione di due libri ha costituito il momento culminante della serata: “Appel des Appels pour l’insurrection des consciences”, di Roland Gori - psicanalista e professore alla Facoltà d’Aix en Provence - e “Lessico di biopolitica“, opera collettivaa cura di Renata Brandimarte, Patricia Chiantera-Stutte, Pierangelo Di Vittorio, Ottavio Marzocca, Onofrio Romano, Andrea Russo, Anna Simone. Il saggio, che è stato tradotto in francese da Pascale Janot, ha ottenuto il Premio alla traduzione 2009 da parte del M.A.E. Ministero degli Affari Esteri.
Tale opera si pone nel solco della riflessione avviata da Michel Foucault negli anni Settanta intorno al concetto di biopolitica: quella forma di gestione del potere, diffusasi con l'affermarsi del capitalismo, che intende agire sulla sfera della vita degli uomini. Abbracciando tutte le possibilità di intervento del potere nell'ambito della salute pubblica, del controllo demografico, del rapporto degli individui e delle comunità con l'ambiente, la biopolitca assume forme che possono andare dal welfare state alle politiche eugenetiche e razziste dei regimi totalitari. In tale ambito la medicina, la psichiatria in particolare, ha svolto fin dall'inizio un ruolo fondamentale, attraverso la sua tendenza alla normalizzazione dei comportamenti, l'elaborazione delle categorie opposte di normale e patologico con conseguente demonizzazione dell'anomalia, identificata col pericolo.
Alcuni degli autori di questo interessante saggio erano presenti all'evento - Pierangelo Di Vittorio, docente di  Lessico filosofico presso l'Università di Bari e Ottavio Marzocca, docente di Etica sociale e Filosofia etico-politica presso l'Università di Bari – e sono stati affiancati nel dibattito da Mario Colucci, psichiatra presso il Dipartimento di salute mentale di Trieste. Tale struttura opera ancora seguendo il magistero di Franco Basaglia, rivoluzionario psichiatra promotore della legge del 1978 (la Legge Basaglia, appunto) che ristrutturò in Italia l'ordinamento dei manicomi e le terapie che vi venivano applicate. Fautore di un approccio fenomenologico alla malattia, che rifiutava di ridurre il paziente ad una serie di sintomi classificati, Basaglia lottò contro pratiche terapeutiche violente e umilianti, che in realtà inducevano all'annientamento dell'individualità del malato. La presenza in sala di un suo "discepolo" ha animato il dibattito, confermando l'interesse del pubblico francese nei confronti del  lavoro dei medici del Dipartimento di salute mentale di Trieste, considerati come veri pionieri nell'approccio della psichiatria.
Il “Lessico di biopolitica”, ha detto Dolores Torres - dottoressa dell'ospedale psichiatrico  Edouard Toulouse di Marsiglia e Presidente dell’associazione Arpsydemio - si inserisce in un contesto in cui il bisogno di riflettere e prendere della distanza rispetto alla pratica quotidiana sul terreno è diventato indispensabile.  Sempre secondo la dottoressa Torres, il lavoro dei curatori italiani del saggio è fonte e materia di riflessione ineluttabile, se si vogliono prendere le buone decisioni per il futuro della società e in particolare delle pratiche mediche.
Una tavola rotonda ha concluso la serata e ha permesso un confronto tra gli "specialisti" - medici, psicologi, infermieri - e "usagers" - pazienti - in uno scambio talmente appassionante che si è protratto sino alle 23.30.
Gli incontri di sensibilizzazione sono poi proseguiti giovedì 18 marzo al IFSI ospedale Sud di Marsiglia e a Sanay-Sur-Mer presso la Mediateca Municipale.
Michela Gualtieri
Tirocinante MAE-CRUI
Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia

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