Il Babel Med Music, il festival di musica mediterranea che si tiene a Marsiglia ogni anno e che è arrivato alla sesta edizione, è diventato ormai un appuntamento imperdibile per i professionisti della musica di tutto il mondo, oltre che un’occasione per ascoltare tanti bei concerti in un clima di festa. Pur prendendo il nome dalla mitica torre che attirò sugli uomini la punizione con cui Dio disperse i popoli per il mondo e confuse le loro lingue, rendendo impossibile la reciproca comprensione, il festival è semmai l’occasione in cui la frattura biblica si ricompone e genti di tutti i paesi tornano a capirsi tramite l’universale linguaggio della musica. La chiave di violino è lo strumento che appiana tutti gli accenti e il pentagramma diventa spazio di confronto, dove la diversità non genera più diffidenza ma scambio produttivo.
Produttivo sicuramente per tutti i professionisti della musica che vi pervengono da tutto il mondo e che hanno qui firmato ben 642 contratti. Infatti di giorno il Babel Med riunisce gli addetti ai lavori – quest’anno oltre 2500 – in una fiera che è occasione di incontro per chi lavora nel mondo della musica e dello spettacolo : un tendone di 2300 metri quadri in cui sono stati allestiti ben 150 stand. Ma la sera lo spazio della fiera chiude e il centro dell’interesse si sposta nel Dock des Suds, sede di trenta concerti in tre notti, aperti al pubblico pagante – sono stati contati 13000 ingressi – e suonati in tre sale diverse. Su tali palcoscenici si succedono i ritmi occitani, andalusi, congolesi, argentini, norvegesi, all’insegna del sincretismo musicale e del meticciato culturale. La fertilità delle influenze reciproche che si stabiliscono tra queste voci invita a ripensare il mito della torre biblica: la diversità linguistica, nata da una punizione divina, facilmente si trasforma in risorsa. Dopo Babele il mondo è più ricco.
L’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia, oltre ad essere presente all’importante evento con un proprio stand, ha sostenuto la partecipazione e l’esibizione del Cuncordu e Tenore de Orosei, gruppo che eccelle nell’esecuzione dei canti polifonici sardi, sia quelli di tradizione sacra legati alla liturgia, detti «a concordu », sia quelli profani « a tenore ». Il concerto, che si è tenuto venerdì sera alle 21.45 nella sala Cabaret, ha incantato il pubblico presente, grazie all’ipnotica tessitura vocale di queste melodie arcaiche, nate millenni fa dai canti dei pastori che riproducevano i suoni della natura e fusesi poi con la tradizione cristiana del canto gregoriano.
La partecipazione al Babel Med Music è in linea con la politica culturale dell’Istituto Italiano di Marsiglia, che aveva già collaborato al progetto del Festival Marzo Barocco, organizzato dal 13 al 23 marzo dal Centre de Musique Baroque Euterpe, e che sarà presente il 24 aprile anche al Festival Les Musiques, importante evento di promozione della musica contemporanea. In tale occasione, infatti, l’Istituto presenterà, insieme al Centre National de Création Musicale, il recital di Andrea Corazziari « Soli/Solo piano », su musiche di Ligeti, Lanza, Chopin, nonché il concerto di Quatuor Parisii e Quatuor Psophophos « Effets de miroirs », su musiche di Lanza, Crumb, Marti, Schoenberg.
Michela Gualtieri
Tirocinante MAE-CRUI
Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia
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