Venerdì 26 marzo alla presenza del Console Generale di Marsiglia, Bernardino Mancini, è stata inaugurata all’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia, una mostra fotografica dedicata al Risorgimento italiano del Museo del Risorgimento di Roma. L’evento si inserisce nel contesto di una conferenza internazionale, “L’inverso del Risorgimento – Rappresentazione dell’anti-Risorgimento dal 1815 ai nostri giorni”, svoltasi dal 25 al 27 marzo ad Aix-en-Provence e Marsiglia ed organizzata dal Centre Aixois d’Études Romanes/Université de Provence e dall’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia in collaborazione con l’Associazione Piazza Grande.
Scopo dell’iniziativa è stato quello di fare chiarezza sugli aspetti controversi del Risorgimento italiano attraverso la rivisitazione del pensiero e delle azioni di alcuni dei protagonisti dell’Unità d’Italia, Mazzini, Garibaldi, D’Azeglio, Cavour ed altri, così da illuminare ed interpretare anche episodi del Risorgimento non approfonditi dalla storiografia ufficiale.
La giornata di studi, il 26 marzo scorso, si è aperta con una tavola rotonda intorno al tema: “I padri della Patria”, a cui hanno preso parte i professori A. Di Grado, Università di Catania, S.Nezri-Dufour, Università di Provenza, L. Fournier-Finocchiaro, Università Parigi 8 e L. Guidobaldi-Pagliardini dell’Università di Provenza.
Alla conferenza ha fatto seguito l’inaugurazione della mostra.
L’esposizione è stata resa possibile grazie al Museo del Risorgimento di Roma che ha messo a disposizione dell’Istituto copie di alcuni documenti originali d’epoca, in particolare fotografie e pellicole filmiche.
La mostra si compone di una serie di stampe fotografiche sui luoghi e sui personaggi del Risorgimento italiano, in particolare sul periodo che va dal 1848 al 1870.
Le stampe rappresentano un documento dall’immenso valore storico, sia dal punto di vista storiografico in senso stretto, si pensi alla foto della Breccia di Porta Pia piuttosto che alle barricate nella città di Palermo all’epoca della spedizione dei Mille, sia dal punto di vista dello sviluppo della tecnica fotografica, le foto infatti, sono realizzate con alcune delle tecniche tipiche dei primi progressi in campo fotografico, si va dalla litografia al dagherrotipo, passando per la stereoscopia all’albumina.
A coadiuvare il contributo fotografico sono state anche presentate, in occasione della seconda giornata tenutasi all’Istituto, due pellicole cinematografiche “La presa di Roma” di Filoteo Alberini del 1905, primo lungometraggio italiano a soggetto (la pellicola raggiunse i 250 m. rispetto ad una media di 60 m. dei film dell’epoca) proiettato proprio nei pressi di Porta Pia davanti a centomila spettatori in occasione del del trentacinquesimo anniversario di Roma capitale; e “Il piccolo garibaldino” del 1909, due cimeli della cinematografia nazionale che segnano gli albori del cinema italiano e che non a caso si ispirano alle vicende Risorgimentali. È da sottolineare che all’inizio del ventesimo secolo l’esigenza di creare e ricercare una coscienza civile comune nel neonato stato italiano è molto forte ed è quindi quasi naturale che il cinema, così come altre produzioni artistiche, si ispiri ai valori ed agli eventi del Risorgimento.
A conclusione di questa seconda giornata dedicata al Risorgimento è stato proiettato il film “Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato” di Floresatno Vancini del 1972, messo a disposizione dall’Istituto Cinecittà Luce.
Il film è stato presentato da Sarah Pepey, Università di Provenza, che ha sottolineato come la pellicola di Vancini rappresenti uno dei documenti più efficaci nel mostrare le contraddizioni del Risorgimento e nello sfatare il mito del Risorgimento come fenomeno liberatorio, bene accolto da tutte le popolazioni delle varie realtà statuali di cui si componeva l’Italia del ventunesimo secolo. In realtà, e il film Bronte lo mette in evidenza senza dubbio alcuno soprattutto in riferimento all’impresa dei Mille, l’intero processo di unificazione nazionale, o meglio di espansionismo sabaudo, ha visto insorgere nella penisola molteplici moti di opposizione e di resistenza che spesso sono stati repressi nel sangue e ricorrendo a giudizi sommari, in spregio proprio a quei principi di libertà che il processo di unificazione rivendicava e su cui pretendeva trovare la propria legittimazione.
Gregorio Fuschillo
Stagista Istituto Italaino di Cultura di Marsiglia
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