La narrativa dei nuovi italiani

La generazione di migranti (ma non solo) che cambia la letteratura

11 maggio 2010

Leggere la propria lingua a volte stravolta e quindi rinnovata da autori che non sono di origine italiana. E', questa, esperienza recente per i lettori italiani. L'italofonia, fenomeno avviatosi timidamente negli anni Novanta, è esploso nell'ultimo decennio con la trasformazione dei migranti in abitanti stabili del nostro Paese e con la crescita di giovani scrittori italianissimi per formazione e sensibilità, ma appartenenti a culture altre. Al lettore, dunque, essi offrono la possiblità di percepire sensibilità e mondi diversi senza il filtro della traduzione, trasportati da un lessico familiare. E' una letteratura del "doppio sguardo", quello di chi è arrivato da altrove con un bagaglio culturale diverso. Fra i brillanti autori in questione facciamo i nomi di Ornela Vorpsi, della quale esce domani "Bevete cacao van Houten!", di Mihai Mircea Butcovan, di cui ricordiamo "Allunaggio di un immigrato innamorato" e di Igiaba Scego, con il suo "Oltre Babilonia". Sono solo alcuni degli scrittori testimoni di un'Italia che si rompe, che apre nuove spazi, che arricchisce di sostanza e sicurezza l'avventura interculturale del nostro Paese.


Silvia Morini

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