Strumenti di autodifesa quotidiana

Luigi Ballerini presenta la sua raccolta di poesie

12 maggio 2010

“Se ‘l temp l’è matt, mi sont minga matt”. È dalla bocca della madre che Luigi Ballerini sente per la prima volta queste parole, in milanese. Se il tempo è matto, io non sono mica matto. A questa espressione, dal sapore di antica saggezza popolare, si ispira il titolo del suo ultimo lavoro, “Se il tempo è matto”, una raccolta di quaranta poesie, edita in Italia dalla Mondadori, e presentata il 3 maggio all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, in occasione di un incontro che ha visto in conversazione il poeta italiano e due personaggi di spicco nel panorama della poesia americana: Agneta Falk Hirshman (moglie di Jack Hirshman, ed essa stessa poetessa e pittrice anglo-svedese), e Neeli Cherkovski (poeta californiano, promotore del primo Festival della Poesia di San Francisco).

 

Professore di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università della California di Los Angeles, e storico della gastronomia, Luigi Ballerini è già stato ospite dell’Istituto in passato, all’interno del programma di promozione della letteratura italiana, quando nel 2009 ha presentato il suo “Erbe da mangiare”, originale e insolito connubio fra arte culinaria, saggistica, poesia e leggenda popolare.

 

Il sapere popolare cela spesso, dietro semplici espressioni, una metafora per significati ben più profondi. Se il tempo è matto, io non lo sono. “È un’espressione che mi ha sempre accompagnato: mia madre la usava spesso, quando si imbatteva in qualche strana situazione. Ammettiamo sia agosto” dice Ballerini “In piena estate, è ragionevole attendersi temperature alte. E invece, per un’insolito motivo, la temperatura è sotto lo zero - Io esco nuda! Il tempo sarà pure matto, ma non io! -  Avrebbe detto mia madre”. Ciò a dire: se ci si trova di fronte alla follia (un tempo che non sente ragioni - sordo, come lo definisce il poeta), perchè assecondarla? Perchè prendervi parte? Sono immediati i riferimenti al linguaggio politico e alla società contemporanea. “Forse” continua il poeta “se si usasse quest’espressione più spesso, si vedrebbe il mondo sotto un’altra prospettiva”.

 

La sala gremita ascolta partecipe e appassionata la voce di Ballerini, che profonda recita alcune delle sue poesie più belle, alternando momenti di grande serietà e coinvolgimento, ad aneddoti che spesso e volentieri riescono a strappare il sorriso del pubblico.

Fra i versi, parole ed espressioni evocano esempi ed episodi riconoscibili, presi in prestito da una condivisa cultura contemporanea, ma in qualche maniera rivisti e riadattati in forme nuove e originali, in cui strumento ricorrente è il sarcasmo, sottile meccanismo di difesa e via di fuga dalla follia della realtà quotidiana - quasi un conforto per l’animo, quando diventa evidente che, da questa prospettiva, nessuna strada è senza uscita.

 

Non sempre la poesia trova un giusto riconoscimento e un suo spazio di espressione e, in tale contesto, assume un valore particolare la cornice che l’Istituto di Cultura riesce ad offrire a tali eventi: una finestra che consente alla produzione artistica italiana di lasciare il Bel Paese ed affacciarsi sul panorama internazionale.

Elisabetta Frau

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