IOVADOVIA (antigone) contest#3
Motus, debutto 21-23 maggio 2010 in Francia a Digione
31 maggio 2010
Il più vuole sempre di più e finisce in nulla.
Se così mi son guardato indietro e intorno, voi guardate in avanti e inorridite.
Tiresia in Antigone di Bertolt Brecht
IOVADOVIA è scritto tutto attaccato, nella confusione ottica delle lettere non se ne individua subito il senso, poi è impossibile non leggervelo perché comunque lo si colga è inderogabile. IOVADOVIA accoglie un momento del percorso sull’Antigone che parte da IO, da un rivolgimento verso se stessa, dopo tanta pubblica esposizione, e si converte all’andare.
Guardare al di là è anche confrontarsi con un altro vedere, con uno sguardo che si nutre di forme interiori e visioni funeste, di allucinazioni sintetiche e immagini postume, di istantanee folgorazioni e imprevisti sbalzi magnetici.
Decidiamo di fondare questo terzo contest su un confronto impossibile: le attrici sono chiamate a “giocare” i ruoli d’Antigone e Tiresia, in una dimensione sospesa, atemporale, sincretica: danno vita a una sorta di rituale urbano allestito con resti di religioni animiste e guerresche e oggetti di divinazione contemporanea. Un incontro impossibile fra due sguardi eccessivi che solo nell’esorbitanza di un luogo transitorio, possono incrociarsi. Confronto improbabile che accade al momento dell’abbandono: nell’andare verso l’Ade, alla morte, di Antigone e nell’abbandonare il cospetto di Creonte, dopo avergli annunciato il peggio, da parte di Tiresia… Sparizione e nuova fondazione.
E’ un andarsene che si prospetta comunque nel movimento, un vagare anche dopo essere scomparsi dalla visione, che qui si sposta sul piano della veggenza.
Antigone e Tiresia, sebbene nella tragedia non s’incontrano, ci paiono accomunati da una sorta di “sguardo partecipante”, che spinge ad agire, nel caso di Antigone, o a testimoniare -esporsi nel dire e pre-dire- nel caso di Tiresia.
Liliana Cavani nel film “I Cannibali” li ha immaginati insieme, in una fuga impossibile, e li dipinge congiunti in una morte pubblica per fucilazione, come due irriducibili della protesta, in una piazza gremita di gente. Noi scegliamo un Tiresia-donna, con voce densa e maschile, che affianca e complica la stessa ambiguità sessuale della nostra Antigone: un’altra voce che vede si andrà così ad intrecciare alla sua ostinazione nel procedere, partecipe del Fuori.
Chi vuol vedere, vien veduto.
Preludio all’Antigone, Bertolt Brecht
ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni e Gabriella Rusticali
drammaturgia Daniela Nicolò
ambito sonoro Enrico Casagrande
fonica Andrea Comandini
direzione tecnica Valeria Foti
produzione Motus
con il sostegno del Festival Théâtre en Mai - Théâtre Dijon Bourgogne e del Festival delle Colline Torinesi
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Indirizzo: Via Castore, 49
47923 RIMINI (RN)
Telefono: +39 0541-326067
Fax: +39 0541-326067
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