Too late! (antigone) contest#2
Motus in Francia a Digione
31 maggio 2010
Emergono solo “vaghe ombre” dall’Antigone del Living Theatre, vista in video perché troppo giovani allora… eppure il Too late! che echeggiava ipnotico nel coro, è rimasto talmente impresso da essere posto a titolo. Lei, immagine “impossibile a dimenticare”, che ancora scandalizza per il suo genere oscillante e l’unicità del suo rifiuto a divenire madre e moglie, è figura isolata, quasi disumana: la prima kantiana della storia. Quando dichiara confermo di averlo fatto e non lo nego ribadisce il rifiuto a essere costretta dal linguaggio dell’altro-Creonte, alla negazione. E il suo rivendicare l’azione significa renderla pubblica nuovamente, compiere un secondo atto di assunzione di responsabilità: anche se troppo tardi. L’Antigone è stata rinominata da Biner “tragedia del troppo tardi” perché tutte le figure paiono agire o ravvedersi solo dopo l’irreparabile.
E’ forse troppo tardi anche per noi? Je me révolte, donc nous sommes si intitolava il contest #0 creato alla Chartreuse d’Avignon nella primavera 2009, citando proprio Camus, che parlava al singolo sapendo che ogni forma di azione collettiva andava (e va) ripensata, non arrendendosi all'individualismo.
Nella dilagante “malinconia della sfera pubblica” la contestazione a Creonte si fonda sul rifiuto a dissociare l’atto dalla persona. E questo ci piace. E’ uno dei motivi per cui abbiamo scelto un’(Antigone) fra parentesi, come immagine-guida del nuovo itinerario “in motus” fra le rivolte del contemporaneo. Stanchi dei vuoti di senso, dei formalismi vorticosi, ci spingiamo a tentare un teatro che è anche proposta d’azione, arma di quel “terrorismo poetico”, forse anacronistico, che serfa fra i pensieri, macina l’accadere, a volte sorride, a volte si infuria, a volte si perde -senza aver nulla da perdere- sempre nell’irriducibile desiderio di sommuovere il senso d’impotenza che abita noi e le generazioni che ci hanno seguito.
TOO LATE! è dunque il secondo contest dove Silvia/Antigone/Emone si confronta con Vladimir/Creonte, secondo un crudo meccanismo di esposizioni e sfide che amplificano, in modo subdolo, i giochi di potere fra padri e figli, ma anche quelli dei “Nuovi Dittatori” d’oggi, che, nascosti dietro alle retoriche del “benessere” e del successo a tutti i costi, tentano di ammaestrare anche i dichiarati disobbedienti. Mentre il contest #1 era focalizzato sulle relazioni di fratellanza, tanto che Polinice/Benno Steinegger, in dissidio fra l’essere pacifista o terrorista, accoglieva le ambivalenze delle varie esegesi, qui sono le relazioni di potere al centro del confronto: dalle micro intolleranze quotidiane alla perversione dei “Padri Mediatici” che agiscono “per il bene” dei figli.
ideazione e regia Enrico Casagrande & Daniela Nicolò
con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic
drammaturgia Daniela Nicolò
ambito sonoro Enrico Casagrande
direzione tecnica Valeria Foti
ringraziamo:
Cecilia Ghidotti per l'assistenza alla regia
Luca Scarlini per la consulenza letteraria
e tutti i partecipanti al workshop "Non siamo una famiglia" per la generosa collaborazione
un progetto in collaborazione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Festival delle Colline Torinesi
e il supporto di Magna Grecia Festival ’08, L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Regione Emilia-Romagna e Ministero della Gioventù – Progetto GECO
Indirizzo: Via Castore, 49
47923 RIMINI (RN)
Telefono: +39 0541-326067
Fax: +39 0541-326067
Email: info@motusonline.com
Sito Web:http://www.motusonline.com
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