L’italiano: valore e patrimonio degli italiani all’estero
Intervista al Prof. Massimo Vedovelli
18 giugno 2010
Pubblichiamo l’intervista rilasciata alla Redazione di Estericult dal Prof. Massimo Vedovelli, Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, sul Progetto FIRB 2009-2012 “Perdita, mantenimento e recupero dello spazio linguistico e culturale nella II e III generazione di emigrati italiani nel mondo: lingua, lingue, identità. La lingua e cultura italiana come valore e patrimonio per nuove professionalità nelle comunità emigrate”.
EsteriCult: Quali sono gli obiettivi principali del progetto FIRB e le sue concrete ricadute non solo sulle comunità di emigrati italiani, ma anche sull’intera società italiana?
Prof. Vedovelli: Il progetto FIRB è un progetto strategico finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che si pone principalmente tre obiettivi: indagare i nuovi assetti dello spazio plurilingue italiano nei giovani discendenti degli emigrati italiani nel mondo, elaborare e attuare modelli di formazione linguistica a distanza per il recupero dello spazio plurilingue italiano di tali giovani e realizzare percorsi di alta formazione rivolti a costoro per l’industrializzazione della lingua e cultura italiana nel mondo.
Il progetto ha dunque ampie e significative ricadute sulle comunità di emigrati italiani all’estero, delle quali sarà possibile avere un quadro conoscitivo più ampio soprattutto nella prospettiva di elaborazione di proposte concrete per la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, che tengano conto delle esigenze delle giovani generazioni di discendenti i emigrati italiani all’estero. Inoltre le comunità emigrate avranno la possibilità di accesso all’offerta formativa per il recupero dello spazio linguistico italiano che verrà elaborata nell’ambito del progetto e che sarà formulata sulla base della peculiarità dei destinatari del progetto stesso.
Del progetto trarrà vantaggio infine tutta la società italiana, non solo perché grazie al recupero della lingua e della cultura nelle giovani generazioni sarà possibile mantenere e anzi aumentare la vitalità della nostra lingua, che attualmente è al 4-5° posto tra le lingue più studiate al mondo e la 2^ lingua più diffusa nella comunicazione pubblica mondiale, ma anche perché favorendo la diffusione dell’italiano nel mondo è possibile sostenere il già prezioso patrimonio culturale italiano che fa sì che i molteplici tratti della nostra creatività abbiano un forte potere di attrazione, che si tramuta in opportunità anche di natura economica per tutto il sistema paese.
EsteriCult: Come è possibile favorire il mantenimento o il recupero della lingua e della cultura di origine per le giovani generazioni di emigrati italiani?
Prof. Vedovelli: Innanzitutto è necessario individuare quali sono i tratti caratterizzanti lo stato linguistico delle giovani generazioni di discendenti degli emigrati italiani all’estero per mettere in luce le dinamiche evolutive di contatto con le lingue dei loro Paesi di residenza, la configurazione del loro spazio plurilinguistico, il grado di persistenza dei dialetti di origine, il rapporto con la lingua italiana, la condizione di quest’ultima in quanto lingua di contatto / identitaria. Quindi, per favorire il mantenimento o il recupero della lingua e cultura italiana nei giovani di origine italiana sarà possibile elaborare dei modelli efficaci di formazione linguistica a distanza, che sviluppino la competenza plurilingue dei giovani, centrando tale azione nel recupero dello spazio linguistico italiano e originario, mirando dunque alla ridefinizione di un’identità linguistica equilibratamente plurima.
EsteriCult: Perché è importante investire in particolar modo su questa fascia generazionale?
Prof. Vedovelli: I giovani rappresentano la chiave di volta per il mantenimento e la diffusione della lingua italiana nel mondo più di altre fasce generazionali, poiché essi possono diventare testimoni della nostra lingua-cultura e della ricchezza del nostro patrimonio trasformando le caratteristiche della loro identità originaria in oggetto di professioni innovative. Inoltre puntare sui giovani significa investire sul futuro della nostra lingua, sul suo mantenimento a lungo termine anche nelle terze e quarte generazioni di emigrati, quelle in cui normalmente si verifica una perdita significativa della lingua di origine e dunque quelle in cui è bene intervenire per far sì che il patrimonio linguistico-culturale di cui sono portatori non vada perso.
EsteriCult: In che modo il progetto può essere di interesse immediato non solo per le Istituzioni che si occupano di diffusione della lingua e cultura italiana, ma anche per i giovani di origine italiana?
Prof. Vedovelli :Il progetto, oltre a interessare le istituzioni che si occupano di diffusione della lingua e cultura italiana fornendo loro un utile supporto conoscitivo, è di interesse immediato per i tanti giovani di origine italiana nel mondo perché fornisce loro l’opportunità di seguire un percorso di formazione linguistica per il recupero o per il mantenimento dell’italiano specificamente progettato sulla base delle loro esigenze. Inoltre esso promuove lo sviluppo di profili professionali tramite percorsi di alta formazione che valorizzano il patrimonio linguistico-culturale di origine con un approccio imprenditoriale della lingua e cultura italiana nel mondo. Il progetto FIRB dunque fa sì che la ricchezza del nostro patrimonio linguistico-culturale diventi per i giovani di origine italiana un capitale che crea nuove professionalità basate sulla riconquista della lingua e cultura italiana, e capaci di testimoniare la creatività che costituisce tratto intrinseco della nostra tradizione culturale e dell’identità italiana come è percepita nel mondo.
EsteriCult: Come si inserisce il progetto nel quadro delle politiche e delle azioni di diffusione della lingua e cultura italiana?
Prof. Vedovelli: L’Italia ha da sempre guardato con attenzione al mantenimento della lingua e cultura italiana nei discendenti degli emigrati italiani all’estero. Tuttavia allo stato attuale manca un quadro aggiornato sullo stato della lingua e cultura italiana all’estero soprattutto nelle giovani generazioni, dal momento che gli ultimi dati complessivi risalgono alla ricerca condotta da T. De Mauro ‘Italiano 2000’. Il progetto FIRB, nato per supplire a tale carenza, si inserisce dunque pienamente in un quadro organico di progettazione di politiche e azioni di diffusione della lingua e cultura italiana, fornendo dati aggiornati sullo stato linguistico dell’italiano sulla cui base le Istituzioni preposte possono fondare le proprie decisioni e delineare così gli interventi più opportuni.
EsteriCult: “Una lingua per amica: l’italiano nostro e degli altri” è il tema della X Settimana della Lingua italiana. Quanto l’italiano della comunità italiana emigrata all’estero ha contribuito all’arricchimento della nostra lingua?
Prof. Vedovelli :Come è stato ampiamente riconosciuto da più parti l’emigrazione italiana ha avuto un ruolo fondamentale nelle vicende linguistiche italiane, non solo in virtù dei numerosi italianismi lessicali che si sono andati diffondendo in altri paesi o degli esotismi che sono stati introdotti in Italia, ma soprattutto per l’influenza profonda che essa ha avuto sulla situazione linguistica italiana. Essa ha agito sulla diminuzione della popolazione analfabeta e dialettofona, favorendo la diffusione dell’istruzione scolastica e di conseguenza della lingua comune, facendo scoprire tramite chi tornava in patria con un bagaglio linguistico non più solamente dialettofono l’importanza del “saper lettera” e divenendo così elemento di progresso anche per le comunità locali. Le comunità italiane all’estero hanno quindi offerto un contributo estremamente significativo, anche tramite la letteratura di emigrazione, all’arricchimento della nostra lingua e soprattutto alla sua affermazione su vasta scala sul territorio nazionale, in cui ai dialetti e alle varietà locali storicamente dominanti nel panorama sociolinguistico italiano è andata affiancandosi una lingua comune.
Inoltre, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è in corso di pubblicazione un volume sulla Storia linguistica dell’emigrazione italiana all’estero (Carocci editore) a cura di Massimo Vedovelli con contributi del gruppo di ricerca del FIRB, che metterà in luce il prezioso contributo della nostra emigrazione all’arricchimento dell’italiano dentro e fuori i confini nazionali.
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