Cooperazione culturale tra Italia e Medio Oriente

L'impegno della Farnesina in un'intervista ad ANSAmed.

22 giugno 2010


 (ANSAmed) - ROMA - L'impegno del ministero degli Esteri italiano verso i Paesi del Mediterraneo, in materia di cooperazione culturale, e' forte e di antica data. Un impegno che consente alla Farnesina di essere un interlocutore ascoltato da molti Paesi. Su queste tematiche ANSAmed ha rivolto alcune domande al direttore generale per la Promozione e la Cooperazione culturale del Mae, il dottor Francesco Maria Greco.
 - Dottor Greco, in quali Paesi del Medio Oriente si sono focalizzate maggiormente le attivita' di promozione e cooperazione culturale italiana? 
 ''La promozione e la cooperazione culturale mirano principalmente a favorire la conoscenza reciproca e le relazioni individuali ed internazionali. Vi sono molte proposte da parte di alcuni Paesi (in particolare dell'area mediorientale) tese a promuovere la familiarita' con la loro cultura, a incoraggiare gli scambi e ad accogliere le diversita'. Un esempio significativo dell'attivita' svolta in tal senso dal Ministero degli Affari Esteri e' rappresentato dalla mostra ''Convergenze Mediterranee: Artisti arabi in Italia'' allestita nell'estate scorsa presso la Camera dei Deputati, che ha messo in rilievo le positive interazioni nel settore delle arti figurative tra l'Italia e i Paesi di cultura islamica del bacino del Mediterraneo. Si e' trattato di un progetto volto a favorire il dialogo euro-mediterraneo con l'obiettivo di creare nuovi spazi di confronto, promuovere la conoscenza delle rispettive realta' sociali e culturali e rafforzare i valori condivisi''.
 - Quali iniziative costituiscono ad oggi l'asse portante dell'azione di internazionalizzazione del sistema universitario italiano in Egitto? 
 ''L'Italia e' stata il primo Paese ad aver esportato in Egitto l'insegnamento a distanza in modo strutturato, con accordi che hanno coinvolto la Helwan University del Cairo, l'Universita' di Palermo L'Orientale di Napoli e Uninettuno. In Egitto, cosi' come in Libano, si registra una sempre maggiore domanda di lingua italiana, soprattutto tra i giovani, che la concepiscono come un cruciale strumento di comunicazione per l'emancipazione e per la ricerca di posti di lavoro''.
 - A proposito del Libano, in quali attivita' si e' impegnato il Ministero nel promuovere la diffusione della lingua italiana? ''Anche in Libano la domanda di lingua italiana e' in costante crescita. E' insegnato nei corsi di lingua dell'Istituto di Cultura a Beirut, Kasllic, Tiro e Tripoli, e all'Universita' Libanese. Il Ministero degli Affari Esteri, attraverso svariati contributi, sostiene importanti progetti che consentono l'insegnamento dell'italiano in 18 scuole statali a circa 1800 studenti. Tra l'altro, a seguito dell'accordo di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Libano, che risale al 2000, e' stato introdotto l'insegnamento dell'italiano come seconda lingua straniera in alcune scuole secondarie''.
 - Anche in Israele la collaborazione culturale con l'Italia ha portato ad intense iniziative in campo letterario, in particolare in occasione della celebrazione per i 100 anni della Fondazione di Tel Aviv. Puo' ricordarne qualcuna?
 ''La programmazione dei due Istituti Italiani di Cultura (Tel Aviv e Haifa) ha privilegiato iniziative di significativo impatto mediatico: un pubblico numerosissimo ha assistito all'incontro tra Roberto Calasso e Amos Oz, che hanno ripercorso alcuni momenti della letteratura dell'Ottocento e del Novecento, soffermandosi sul processo di creazione, studio e traduzione, e al dibattito tra Roberto Saviano e lo scrittore israeliano Ron Leshem, che ha affrontato il ruolo della letteratura nella societa' odierna, partendo dalle tematiche di 'Gomorra'. L'Italia e' stata protagonista, anche con una straordinaria tournee del Teatro della Scala, che ha messo in scena l'Aida di Verdi e la Boheme di Puccini, dirette da Franco Zeffirelli.        - E in Siria e Giordania? 
 ''Tra i settori prioritari individuati nel Programma Esecutivo per la Siria merita particolare attenzione la cooperazione bilaterale in materia di istruzione scolastica ed universitaria, di archeologia, nonche' di protezione e restauro del patrimonio culturale. L'attivita' archeologica riveste un ruolo particolarmente importante nel quadro dei rapporti culturali con la Siria, che e' il primo Paese beneficiario dei contributi nel settore: nel 2010 saranno finanziate 12 missioni. Anche in Giordania sono presenti numerose missioni archeologiche. Per il 2010, ricordo l'attivita' curata dalla Delegazione di Terra Santa Studium Biblicum Franciscanum di Roma, impegnata nel restauro e nella musealizzazione del Memoriale di Mose' sul Monte Nebo e nella conservazione dei mosaici sulla cima di al-Mukhayyat. La stessa Delegazione opera anche in Siria per il restauro conservativo in situ del mosaico pavimentale della Chiesa dei Santi Martiri a Tayybat Al Imam, Hama''. 
(ANSAmed).

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