ParmaJazz Frontiere inscena a Bergen - Norvegia
Aperta una piattaforma di scambio con il Vossa Jazz: artisti e nuove produzioni
23 giugno 2010
Parma - Bergen andata e ritorno: il ParmaJazz Frontiere con il suo Direttore Artistico Roberto Bonati sono appena tornati da Bergen - Norvegia - dove dal 6 maggio al 5 di giugno ha avuto luogo lo show case Jazz Norway in a Nutshell 2010, organizzato da West Norway Jazz Centre e Natt Jazz, in stretta collaborazione con importanti istituzioni tra cui il Norwegian Jazz Forum e il Ministero degli Affari Esteri norvegese. E il ParmaJazz è stato l’unico invitato dall’Italia. Il Nattjazz, per il respiro internazionale degli appuntamenti dedicati al jazz contemporaneo, è uno dei festival e meeting point più importanti in Europa. Senz’altro il principale del Nord Europa che di questi tempi tanto, tantissimo sta dicendo alla fortuna della ricerca del jazz mondiale. Oltre 35 delegati per fare il punto su di un linguaggio che permea oramai la contemporaneità della ricerca musicale più colta e raffinata. Un momento di confronto e di propositività importantissimi.
Fin dalla sua comparsa nel 1973, il Natt Jazz si propone, infatti, sia di presentare i grandi nomi del jazz mondiale, ma anche di far suonare musicisti quasi sconosciuti, che magari a Bergen fanno la loro prima apparizione, come Arve Henriksen, oggi astro del jazz europeo e non solo; ampio spazio viene dato anche ai giovani musicisti; complessivamente a Natt Jazz si incontrano e ci si confronta con le molteplici linee del jazz contemporaneo, all’insegna della contaminazione dei generi. “Siamo passati – dichiara Roberto Bonati- dal raccontarci i progetti musicali, al fare il punto sul panorama artistico dei rispettivi paesi: artisti, iniziative, festival. Differenti sonorità. Ma ci siamo anche confrontati sui problemi logistici, sulle differenti scelte organizzative. Così come sui problemi legislativi che disciplinano i rispettivi paesi. Un’occasione importantissima di crescita e di riflessione. Mettersi a confronto con altri organizzatori e culture ti obbliga a guardare i problemi e le scelte da un angolo visuale totalmente diverso. Da anni in realtà il ParmaJazz Frontiere è per tutti noi un potentissimo cannocchiale sul mondo: artisti, management, sonorità tanto diversi, ma soprattutto creativi non possono passare su un palco senza lasciare un segno. Sul pubblico, così come sugli organizzatori. Persino sui tecnici.
Al ritorno ci siamo portati in viaggio un bagaglio di suggestioni che avremo modo di maturare e sviluppare nei prossimi mesi. Ma soprattutto e più concretamente abbiamo portato a casa un accordo con il Vossa Jazz di scambio di artisti e di nuove produzioni.” Studio Alfa
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