UN SALTO INDIETRO NEL TEMPO AL SILENT MOVIE FILM FESTIVAL
23 luglio 2010
Il miglior modo per apprezzare veramente la bellezza di un film muto è vederlo come nel suo ambiente originario: sul grande schermo e accompagnato da musica dal vivo.
E ancora meglio se il luogo dove viene proiettato è un teatro di inizio novecento, con un interno lussuoso, ornato di filamenti in oro, le pareti ricoperte di delicati murales, un lampadario in art decò al centro della stanza.
E’ questo che ogni anno viene riproposto al Castro Theatre di San Francisco all’interno del Silent Movies Film Festival, il più importante festival di questo tipo in Nord America che ha celebrato quest’anno il quindicesimo anniversario di attivitá.
In questa cornice meravigliosa l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco ha patrocinato la proiezione del film Rotaie.
Rotaie è stato diretto da Mario Camerini, girato muto nel 1929, sotto il regime fascista, e distribuito in versione sonora nel 1931. Il film segnò l’inizio della rinascita del cinema italiano dopo la crisi degli anni venti.
La storia raccontata da Camerini è quella di una giovane coppia disperata perché senza soldi che, fallito un tentativo di suicidio, si ritrova alla stazione ed incappa in un portafoglio pieno di banconote.
Inizia qui un viaggio in treno che li porta a San Remo dove iniziano a vivere da ricchi cercando la fortuna giocando al Casinò. Ben presto restano di nuovo senza denaro, ma riacquistano fiducia nella vita dopo essere passati attraverso alcune disavventure in un ambiente poco onesto.
Camerini utilizza i protagonisti del suo film per esplorare la difficile situazione dell’Italia del primo dopoguerra. La coppia di proletari vede la propria vita messa a dura prova a causa della ricerca di modernizzazione, la rapiditá del treno segna la velocitá degli eventi che travolgono il Paese in quegli anni.
Camerini porta tutto al confine: i suoi protagonisti tra classe operaia e borghesia, le scene tra campagna e cittá e la cinematografia tra avanguardia e mainstream.
Il treno ha un valore centrale nel film, una sorta di collegamento tra città e campagna, ricchi e poveri, nord e sud, paura della velocitá e bellezza del viaggio.
Il film presentato con i sottotitoli in italiano e traduzione simultanea in inglese è stato accompagnato dall’abile Stephen Horne al pianoforte.
La storia narrata è convenzionale ma risulta anche molto realistica.
Molto apprezzato dal numeroso pubblico presente in sala, il quale ha risposto con un prolungato applauso alla fine della rappresentazione.
Come sottolineato nella presentazione, non sono in molti ad avere avuto il privilegio di vedere questo film, ancora meno coloro che lo hanno visto in un contesto affascinante come il Castro Theatre.
Martina Lenatti
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