book fair tokyo

Tokyo International Book Fair 2011

Partecipazione dell’IIC di Tokyo

21 luglio 2011

Anche quest’anno, da giovedì 7 a domenica 10 luglio, l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo ha partecipato con un proprio stand alla Tokyo International Book Fair, il più significativo appuntamento dell’editoria internazionale in Giappone e la più importante fiera internazionale del libro dell’area asiatica.

Giunta alla 18esima edizione, con circa 1.000 stand, la fiera del libro di Tokyo è stata visitata quest’anno da circa 75.000 persone. Durante la cerimonia di inaugurazione, il padiglione italiano è stato visitato dal Principe e dalla Principessa imperiali Akishino, ai quali il Direttore Umberto Donati ha mostrato alcuni libri in esposizione e ha fatto omaggio di una copia de “Il Visitatore”, il libro di Vittorio Volpi dedicato alla figura di Alessandro Valignano, Visitatore Apostolico in Asia, tradotto in giapponese a cura dell’Istituto.

Lo stand italiano, i cui costi di affitto e di realizzazione sono stati interamente sostenuti dall’IIC, ha presentato circa 280 pubblicazioni di 28 case editrici italiane a cui si devono aggiungere i cinque finalisti del premio Strega 2011 e i 20 vincitori del Premio Andersen. In esposizione, oltre ai libri per adulti, una sezione intera dedicata al libro per l’infanzia che, in Giappone, costituisce una fetta importante del mercato librario nazionale e al momento rappresenta il settore più fiorente per quanto riguarda le opere straniere.

Al padiglione italiano erano presenti anche i rappresentanti di alcune case editrici che, attraverso gli incontri e gli appuntamenti fissati, hanno aperto trattative promettenti per la vendita dei diritti di alcune opere. In questa direzione si è mosso con un certo successo anche l’IIC Tokyo che, in collaborazione con alcune case editrici (Einaudi, Fandango, Maurispagnol, Minimumfax, Mondadori) ha promosso la conoscenza della giovane narrativa contemporanea per la traduzione in giapponese. Un primo risultato in questo senso è già stato raggiunto: il romanzo Otranto di Cotroneo edito da Mondadori è già stato opzionato da un’agenzia giapponese. Per gli altri sono in corso contatti.

I visitatori dello stand dell’Istituto sono stati complessivamente circa 10.000, tra specialisti e operatori del settore (non solo giapponesi ma anche di altri paesi asiatici quali Cina, Malesia, Corea, e Taiwan) e pubblico qualificato. Inoltre lo stand italiano, che per valutazione degli organizzatori è stato uno dei più visitati tra quelli dei paesi ospiti, ha anche predisposto la vendita diretta di alcuni titoli, un servizio (in collaborazione con la libreria specializzata in testi italiani Italia Shobo) non offerto dagli altri paesi europei presenti e molto apprezzato dai lettori.

L’Istituto partecipa alla Tokyo International Book Fair per la quinta volta e, la risposta dei singoli Editori, sia italiani che giapponesi, è cresciuta in risultati tangibili ogni anno. A titolo d’esempio si cita il caso di Atlantyca (detentrice tra l’altro dei diritti del best e long seller Geronimo Stilton, la celebre serie di romanzi per i ragazzi) che nell’anno 2010 ha utilizzato i servizi messi a disposizione dall’Istituto con risultati estremamente lusinghieri, tanto da versare un contributo pur di essere rappresentata dallo stand approntato dall’IIC Tokyo. Se anche quest’anno i risultati saranno altrettanto lusinghieri si ritiene opportuno di percorrere questa strada (sponsorizzazioni e sostegno finanziario dagli editori) per abbattere gli onerosi costi di realizzazione di tale iniziativa, anche di fornte all’inspiegabile, in quanto le nostre richieste sono rimaste senza risposta, mancanza di collaborazione da parte delle associazioni di settore, fatti salvi il Premio Andersen e il Premio Strega (che ha, tra l’altro, nell’IIC uno dei circoli di lettura che contribuisce alla selezione della cinquina).


italiani emigrati

Primo dizionario dell’emigrazione italiana

1861-2011 – Semantica di una Storia Tricolore

26 novembre 2010

Primo DIZIONARIO DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA
1861-2011 – Semantica di una Storia tricolore
di
Mina Cappussi – Tiziana Grassi

Un Dizionario che mette insieme tasselli di Memoria, parole ed emozioni come “semantica di una Storia tricolore” che si è snodata attraverso un secolo nei cinque continenti, annullando il Tempo e lo Spazio nella dimensione di una Patria che non ha più confini, che si estende ovunque esista una comunità di italiani. E nello stesso tempo un valido strumento di promozione della lingua, della cultura, dell’arte, delle particolarità territoriali e della genialità del Bel Paese attraverso racconti di eccellenze che, in ogni settore, hanno veicolato il “Made in Italy” nel mondo.
E’ questo che si propone il primo “Dizionario dell’Emigrazione italiana – 1861-2011 – Semantica di una Storia tricolore” delle giornaliste, saggiste e studiose di emigrazione, Mina Cappussi e Tiziana Grassi, che sarà presentato come progetto culturale-editoriale, nel corso della conferenza stampa che si terrà lunedì 6 dicembre 2010, alle ore 17.30, presso la Camera dei Deputati – Sala della Mercede – Palazzo Marini, in via della Mercede, 55 a Roma.

I lavori saranno aperti con un indirizzo di Saluto dell’On. Vincenzo Scotti, Sottosegretario agli Affari Esteri. Relatori, l’On. Franco Narducci, Vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati; prof. Franco Pittau, Responsabile scientifico del “Rapporto Italiani nel Mondo”-Migrantes; dr. Alessandro Masi, Segretario Generale della “Società Dante Alighieri”; prof. Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università di Roma “La Sapienza”; prof. Gian Maria Fara, Presidente Eurispes; P. Renzo Prencipe, Coordinatore Comitato Scientifico Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana; dr. Giuseppe Abbati, vice presidente nazionale Aitef Onlus; dr. Salvo Iavarone, Presidente ASMEF; Moderatrice Patrizia Angelini, Giornalista Rai International – Presidente “Globo Tricolore-Italian Women in the World”.

L’opera, che uscirà nel 2011, in occasione delle Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – edita dalla Casa Editrice “Un Mondo d’Italiani”, quotidiano internazionale dedicato agli Italiani nel Mondo – è il primo Dizionario sul tema, che raccoglie, in forma sistemica e con taglio marcatamente semantico, le “parole”, i “suoni”, i “segni” che hanno caratterizzato una pagina importantissima della nostra Storia, impregnando di significati ogni angolo di questo vasto mondo che è la comunità italiana all’estero, sessanta milioni di oriundi sparsi in ogni angolo del pianeta, immensa epopea del nostro Paese tra il XIX e il XX secolo.

150 anni dall’Unità d’Italia: la celebrazione di una tale ricorrenza non può prescindere da una pagina importantissima che è stata, ed è, l’Emigrazione italiana nel mondo. Un mondo, quello dell’Emigrazione, dove le parole come “lingua”, “rimesse”, “valigia”, “oceano”, “ritorno”, accanto a “identità”, “appartenenza”, “cittadinanza” o “associazionismo” sono molto più che parole: implicano e comportano letture di ulteriore livello, meta-letture che rimandano a storie, a segni e sogni, a strappi, speranze, idee, coraggio, dignità. Così sono state vissute dai trenta milioni di connazionali emigrati. Così, ora, vanno raccontate e condivise. La presentazione vera e propria avverrà successivamente presso il Ministero italiano Affari Esteri per proseguire poi in maniera itinerante nel mondo, tra le Comunità degli Italiani all’estero, cominciando dalla città di Toronto, Ontario (Canada) presso il Columbus Center, seguita da Montreal e Ottawa e poi Usa, Argentina, Australia, Europa (Inghilterra, Svizzera, Belgio, Germania, Francia) in collaborazione con Istituti di Cultura italiani, “Società Dante Alighieri”, Ambasciate e Consolati locali, Associazioni e Federazioni degli Italiani nel mondo.


india

Mitica India

7° Festival Internazionale Dedicato all’Universo India

25 marzo 2010

RESTO INFORMAZIONI SU SEMINARI E WORKSHOP DI: YOGA, AYURVEDA, DANZE – MUSICA – CANTO INDIANI, TRUCCO, CUCINA ECC. SUL SITO:
Dopo il grande successo ed energia riscossi in Grugliasco, Torino, torna in una veste ancora più completa e importante in Toscana e come sempre porta al suo interno:

IL 9° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI YOGA & AYURVEDA “LA SCIENZA DELL’ANIMA”

IL 3° SIMPOSIO DELLA SPIRITUALITÀ “RAGGI DI UN’UNICA LUCE”

L’EVENTO SI TERRÀ IN TOSCANA
Dal 20-25 sarà coinvolta tutta la città di Carrara con eventi

ella piazza principale, parate in costume, yoga-performer che propongono posizioni di yoga acrobatiche, sfilate di moda, assaggi di cibo, conferenze, inclusa una importante rassegna cinematografica indiana che si svolgerà durante tutta la settimana dal 22 al 28 marzo. Si concluderà con un’apoteosi a Marina di Carrara Fiere il 26-27-28, con grandi artisti, personaggi, guru, scienziati, provenienti per l’occasione dall’India senza mancare di coinvolgere anche l’ambiente artistico-culturale europeo.

Questo Festival permetterà di curiosare nella cultura di questo affascinante paese e di entrare in contatto con le sue millenarie tradizioni. Nei padiglioni di Carrara Fiere sarà come fare un viaggio in India: troveremo l’artigianato locale, ci saranno assaggi della gastronomia tipica, in mostra l’arte, si ascolterà la musica tradizionale, si terranno esibizioni di arti marziali e vedremo coreografie delle sette danze indiane; potremo conoscere i trucchi del caratteristico make up, ci saranno dimostrazioni di tattoo realizzati con l’henné e potremo affidarci ai terapisti per provare i massaggi con gli oli essenziali, mentre osserviamo le sfilate di moda di sari antichi e moderni o mentre ci si concede un rilassante rito del tè indiano.

Per i bambini saranno raccontate le misteriose e sognanti favole antiche. Ampio spazio sarà dato alla spiritualità indiana, di cui parleranno scienziati, artisti, filosofi e guru provenienti da tutto il mondo. All’interno del Festival “Mitica India” si svolgerà anche il primo meeting economico “Italia-India” con la partecipazione di esponenti del Governo indiano.
Domenica 28 il Festival si concluderà con il musical “Bollywood Love Story”, una storia di sogni sui ritmi coinvolgenti della Bollywood più di tendenza.


Canton: il Forum Ambiente

L’ambasciatore Sessa al Forum italo-cinese di Canton: “Insieme per vincere la sfida ambientale”

CANTON – “La sfida ambientale oggi non può essere affrontata e vinta da soli. Italia e Cina vogliono essere un esempio di come insieme si possa vincere questa sfida”.

Lo ha affermato l’Ambasciatore italiano in Cina, Riccardo Sessa, intervenendo al Forum italo-cinese sull’ambiente organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dalla Associazione Industriale per la Protezione dell’Ambiente di Canton (oggi chiamata Guangzhou) con la partecipazione di circa 80 imprese dei due Paesi.

Da parte italiana erano presenti numerose aziende, alcune da anni presenti sul mercato cinese e altre entrate di recente, tra le quali Fiat, Piaggio, Pirelli Eco Technology, Eni, iGuzzini, Magneti Marelli, Enel, Vibram, Ariston, Industrie Bitossi, Conceria Dal Maso, Marcopolo Environmental Group e altre, nonché alcuni studi di architettura.Il Forum è stato seguito dalle autorità della Provincia del Guangdon, della quale Canton è la capitale, che hanno mostrato particolare interesse per l’offerta tecnologica e industriale italiana in un settore così importante per lo sviluppo della Cina.

Negli incontri che l’Ambasciatore ha poi avuto con i rappresentanti della Provincia del Guangdong e della Municipalità di Canton sono state approfondite alcune ipotesi di collaborazione anche nella prospettiva dei Giochi Asiatici che si svolgeranno a Canton nel 2010, ai quali le imprese italiane presenti in Cina auspicano di poter contribuire come già avvenuto per le Olimpiadi e Paraolimpiadi di Pechino del 2008.

Il Forum di Canton si inserisce nella vasta azione che l’Italia sta portando avanti da anni con la Cina, attraverso un programma di collaborazione ambientale avviato ormai circa 8 anni fa dal Ministero italiano dell’Ambiente e che è stato rilanciato in occasione della recente visita a Pechino del Ministro Prestigiacomo. “La collaborazione che abbiamo oggi con la Cina in materia ambientale – ha sottolineato l’Ambasciatore Sessa – è uno dei fiori all’occhiello del rapporto che abbiamo sviluppato con la Cina e dobbiamo essere orgogliosi del contributo etico, tecnologico e industriale delle imprese italiane al nuovo modello di sviluppo della Cina”. (Inform)


vienna

Dieci manifestazioni a Vienna

Dieci eventi caratterizzeranno a Vienna, da domani, 15 ottobre al 25, la IX Settimana della lingua italiana nel mondo, una iniziativa promossa dall’Accademia della Crusca e dal Ministero degli Affari Esteri che ha per tema “La lingua italiana tra arte scienza e tecnologia” e che si tiene nei 90 Istituti Italiani di Cultura sparsi per il mondo, nelle Ambasciate, nei Consolati, nelle sedi della Dante Alighieri, inserita quest’anno nel quadro delle celebrazioni del “2009 Anno Europeo della creatività e dell’innovazione”, indetto dalla Commissione Europea.

Il primo evento si terrà domani, 15 ottobre, alle ore 19.00, presso la Sala Grande dell’Istituto Italiano di Cultura, e sarà dedicato al linguaggio dell’arte e del teatro.

Dopo il successo del “Festival Europeo della Poesia”, che ha visto la partecipazione di 20 poeti di 14 paesi, l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna presenta un altro progetto Europeo che coinvolge questa volta 27 giovani drammaturghi di tutti i Paesi dell’Unione Europea e 27 giovani scenografi dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e del Ministero austriaco degli Affari Europei ed Internazionali, si inaugurerà infatti una mostra di bozzetti di scenografie di 27 atti unici pubblicati nell’antologia “L’Europa sulla scena” curata da Dante Marianacci e Joseph Farrell e pubblicato dalla Fondazione Salvatore Quasimodo. I 60 bozzetti che verranno esposti nella Sala Grande dell’Istituto, sono stati realizzati dagli allievi della cattedra di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Roma, diretta dal Prof. Nicola Giuseppe Smerilli, già noto al pubblico austriaco per alcune sue importanti mostre fotografiche, come “Odisseo nel vento” e “Volti e cammini d’Italia”.

Nel corso della serata, a cui saranno tra l’altro presenti S.E. l’Ambasciatore d’Italia, Massimo Spinetti, la Dott.ssa Claudia Rochel Laurel, Capo dipartimento della sezione culturale del Mininistero austriaco degli affari europei ed internazionali, il Prof. Nicola Giuseppe Smerilli, l’attore Gianfranco Licandro, un italiano trapiantato a Vienna da qualche decennio, leggerà, in italiano e in tedesco, l’atto unico dell’autrice austriaca Gerhild Steinbuch, che sarà presente alla manifestazione insieme ad una nutrita rappresentanza di allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’evento rappresenta un felice incontro di giovani attraverso le lingue, l’arte e il teatro, e si inserisce in un ampio progetto di valorizzazione di nuovi talenti europei che l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna sta sviluppando, anche, tra l’altro, con “I lunedì musicali italiani”.

Venerdì, 16 ottobre, alle ore 11.00 si terrà la cerimonia di premiazione del concorso di pittura “Artisti e Scienziati d’Italia”, organizzato dall’Istituto con la collaborazione dell’Enit di Vienna, diretta da Gaetano Manzo, del Ministero Austriaco dell’Istruzione e riservato a tutti gli allievi delle scuole primarie e secondarie austriache in cui si insegna la lingua italiana.

Nel corso della manifestazione, a cui parteciperanno centinaia di studenti insegnanti e genitori, verrà inaugurata la mostra “Artisti e Scienziati d’Italia” e verranno consegnati, dal direttore dell’Enit di Vienna, Dott. Gaetano Manzo, e dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, premi agli autori dei cento disegni selzionati per la mostra. Al primo classificato verrà assegnato un viaggio premio di quattro giorni in una città italiana. La mostra, che resterà aperta in Istituto per un paio di settimane, diventerà poi itinerante e verrà ospitata in tutte le scuole che ne faranno richiesta.

Lunedì, 19 ottobre, nella Sala Dante dell’Istituto, con inizio alle ore 10.30 si terrà il convegno internazionale “Arte e scienza nella letteratura italiana del Novecento”, Aprirà i lavori il Pof. Giorgio Patrizi, dell’Università del Molise, che terrà la relazione introduttiva sulla presenza dell’arte e della scienza negli autori più rappresentativi del nostro Novecento letterario. Seguirà Margit Luckaci, dell’Università Cattolica di Budapest, che affronterá il tema “Arte e scienza in Pirandello”; Donato Sciacovelli, del Polo Universitariodi Szombathely, tratterà di “Scienza e fantascienza:modi e ragioni dell’invenzione fantastica in Calvino e Benni”; “Guido Gozzano e il ruolo del poeta nella nuova società capitalistica” sarà il tema della relazione di Rina Gambini, presidente del Centro Culturale Il Porticciolo;

Dagmar Reichardt, dell’Università di Groningen, parlerà di “Giuseppe Bonaviri e le scienze in versi e in prosa”; “Il letterato e il chimico:problemi di stile in Primo Levi”, sarà il tema della relazione di Joseph Farrell, della Stathclyde University di Glasgow; Renate Lunzer, dell’Università di Vienna, terrà un intervento su “L’uomo moltiplicato dalle parti incambiabili – Le utopie tecniciste di Marinetti”. Sarà poi la volta di Andrea Casoli, dirigente editoriale, che parlerà “Il quadro incompiuto: autoritratto di Arturo Loria come pittore”; “Carlo Emilio Gadda, l’ingegnere giallista”, sarà il tema della relazione di Alfred Noe, dell’Università di Vienna. La giornata del 19 si concluderà con un ricco concerto del cantante d’opera Martino Hammerle Bortolotti, accompagnato al pianoforte da Sarka Králová, che eseguirà tra l’altro arie di Rossini, Mozart eVerdi.
La sera del 20, alle ore 19.00, il Prof. Joseph Farrell, terrà una commemorazione di Leonardo Sciascia nel ventennale della morte, a cui farà seguito la proiezione del film di Gianni Amelio “Porte aperte”, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore siciliano.

Il giorno 21, alle ore 19.00, si terrà un concerto cameristico organizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tostiano, con la partecipazione di Alberto Mammarella, Roberto Rupo, Alba Riccioni e Paolo Speca, che eseguiranno famose arie di Francesco Paolo Tosti e di Franz Schubert.

Tre saranno infine gli eventi che caratterizzeranno la serata di giovedì, 22 ottobre, con inizio alle ore 19.00: l’inugurazione della mostra “Guglielmo Marconi, il pioniere delle radiocomunicazioni, Premio Nobel per la fisica 1909”, organizzata in collaborazione con la Fondazione Guglielmo Marconi e la Regione Emilia Romagna, alla quale farà seguito una conferenza del Prof. Carlo Barbieri sul “Codice Atlantico di Leonardo”, uno dei documenti più importanti per comprendere lo straordinario mondo leonardesco. Presso la galleria Area 53 di Vienna, verrà infine inaugurata la mostra “Passo carrabile” degli artisti italiani Fabrizio Bellanca, Marco Besana, Filippo Borella, Andrea Borgonovo, Marco Brenna, Enrico Cazzaniga, Matteo Galvano e Simona Muzzeddu. La mostra poi, arricchita anche delle pittoriche di Antonio Marinelli, dal 16 dicembre al 7 gennaio 2010 verrà ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura.


sol levante

Impressioni del Sol Levante

mostra, conferenze, laboratori, cerimonia del tè
promosso da Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi
Istituzioni Biblioteche del Comune di Parma

Matsuri, i riti-festa del Giappone
mostra fotografica di Monica Cavagni
Parma, 3-30 ottobre 2009 – orari apertura biblioteca
Biblioteca internazionale Ilaria Alpi, vicolo Delle Asse, 5
I matsuri, nome che indica le molteplici festività rituali shintoiste che si svolgono in ogni occasione dell’anno, si contano a migliaia sul territorio giapponese.
Nel corso di un prolungato soggiorno in Giappone Monica Cavagni ha potuto seguire con sguardo curioso e acuto alcune di queste sorprendenti e vivacissime manifestazioni popolari nipponiche. Le foto esposte forniscono una preziosa testimonianza della vitalità contemporanea dei riti-festa attorno ai quali il popolo nipponico ancora si riconosce e rispecchia.

Raccontamelo in giapponese
narrazioni per l’infanzia in lingua giapponese
in collaborazione con Associazione Manekineko
3 ottobre 2009 – ore 17
Biblioteca internazionale Ilaria Alpi
In questo incontro della durata di circa un’ora verranno letti, prima in giapponese e poi in italiano, alcune storie tratte da libri illustrati giapponesi per l’infanzia. I bambini verranno invitati ad ascoltare il suono della lingua giapponese e a familiarizzare un po’ con alcune sue parole. Finite le letture seguirà un breve laboratorio sulla scrittura giapponese. I piccoli partecipanti scopriranno un modo nuovo di scrivere e, chi vorrà, potrà portare con sé una T-shirt su cui scrivere il proprio nome in giapponese!

L’arte del Chigirie
Laboratorio in collaborazione con la comunità giapponese di Parma
8 ottobre 2009 – ore 10
Laboratorio per la realizzazione di immagini d’arte con la carta di riso “strappata”.

Il Giappone tra le pieghe
laboratori di origami
8 ottobre 2009 – ore 17
La nascita dell’origami coincide probabilmente con la nascita della carta. In Giappone l’arte di piegare la carte ha dato luogo a forme d’arte altissime ma anche a pratiche divertenti e ricreative.

Cha no yu: l’essenza del vuoto
cerimonia del tè con degustazione
con la maestra Yoko Shimada
10 ottobre 2009 – ore 15,30 e 17
presso la CittàSiNota, vicolo del Medio Evo, 7 (Piazza Duomo)
La cerimonia del tè – cha no yu –, raffinata pratica giapponese definitasi nelle forme attuali oltre 500 anni fa, è un momento di pacata ed elegante bellezza, di condivisione profonda tra i partecipanti in cui l’azione di preparare, offrire e ricevere il tè si trasfigura in un atto di contemplazione e consonanza con il sé e con il cosmo. Ogni movimento nella cerimonia è molto preciso e risponde ad una funzione specifica: gesti secolari, parole codificate, ringraziamenti, attenzione per l’utilizzo degli utensili e cura per l’ospite. Il suo fine è rilassare ed intrattenere piacevolmente e la forza espressiva e la bellezza dei gesti e degli oggetti sono ispiratori di tranquillità e armonia. La maestra Yoko Shimada è esponente di una delle più antiche e importanti scuole di cerimonia del tè, la Omotesenke, giunta con il capofamiglia Jimyosai Sosho alla XIV generazione.

Lettere giapponesi
Ciclo di 3 conferenze
13, 22 e 29 ottobre 2009 – ore 17,30
Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi, vicolo Delle Asse, 5
Lettere giapponesi offre una panoramica introduttiva sul ricchissimo universo letterario giapponese con particolare riferimento alla poesia tradizionale, alla letteratura contemporanea e per l’infanzia.

13 ottobre ore17.30
Haiku: l’arte del silenzio
incontro con Ikuko Sagiyama (Università di Firenze)

22 ottobre ore 17.30
Silhouettes in black: l’ombra del giallo nella scrittura femminile del Giappone contemporaneo
incontro con Paola Scrolavezza (Università Ca’ Foscari di Venezia)

29 ottobre ore 17.30
Fiabe giapponesi fra passato e presente
incontro con Maria Elena Tisi (Università di Bologna)

Laboratorio di arte calligrafica shodo
Laboratorio in collaborazione con la comunità giapponese di Parma
24 ottobre 2009 – ore 10
Laboratorio pratico per incontrare la raffinata arte giapponese della scrittura.

Kimono. La cultura del vestire
dimostrazione con la Maestra Sachiko Yamaguchi
24 ottobre 2009 – ore 17,30
presso la CittàSiNota, vicolo del Medio Evo, 7 (Piazza Duomo)
La parola kimono significa semplicemente cosa da indossare, ossia abito. La semplicità del suo nome, però, nasconde una cultura del vestire antica, raffinata e ricca di varianti e sfumature. Il kimono ha una foggia standard a forma di “T” ed è abito sia maschile che femminile: se la forma è sempre costante numerose e varie sono le proporzioni e le decorazioni che i suoi elementi costitutivi possono avere.Nelle decorazioni e nelle tecniche di ricamo, poi, i kimono mostrano tutta la loro straordinaria magnificenza. Accessori e pratiche di vestizione completano la complessità di oggetti che spesso sono vere e proprie opere d’arte.
La maestra Yamaguchi, vincitrice del premio d’oro nel concorso di vestizione delle regioni Tōkai e Hokushin-etsu, oltre a dimostrare come un kimono si indossi, fornirà informazioni sulla storia di questo abito e sui significati culturali che lo caratterizzano.

Info:
Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi
Vicolo Delle Asse, 5 – Parma
Tel: 0521 031984


norvegia

Giornate italonorvegesi a Sandrigo nel Vicentino

Dal 24 al 27 settembre si sono svolte nelle piazze di Sandrigo, ridente cittadina del Vicentino, le “Giornate Italo Norvegesi – Festa del Baccalà”, una manifestazione con degustazioni, stand gastronomici, spettacoli e mostre.
Ogni anno, a settembre, nella piazza principale della cittadina si allestisce uno stand gastronomico nel quale cuochi volontari preparano bacalà alla vicentina, secondo l’antica ricetta.
Il pesce proviene da Røst, una cittadina norvegese situata nelle isole Lofoten con cui il Comune di Sandrigo si è ufficialmente gemellato nel 2001. Un’isola delle Lofoten è stata chiamata Sandrigøya, cioè isola di Sandrigo, mentre una piazza di Sandrigo è stata dedicata a Røst.

Furono gli abitanti di Røst a dare ospitalità nel gennaio 1432 al mercante e navigatore veneziano Pietro Querini ed ai sedici marinai sopravvissuti al terribile naufragio del veliero con il quale trasportavano mercanzie. Gli abitanti delle isole Lofoten da allora hanno sempre nutrito una grande riconoscenza verso Pietro Querini, soprattutto per essere stato il primo a portare lo stoccafisso in Italia.
La popolazione dell’isola di Røst, che i veneziani chiamarono Rustene, era dedita alla pesca e all’essiccazione del merluzzo. I veneziani rimasero circa quattro mesi nell’isola, e Querini scrisse una dettagliata relazione per il Senato, oggi conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana:
« Per tre mesi all’anno, cioè dal giugno al settembre, non vi tramonta il sole, e nei mesi opposti è quasi sempre notte. Dal 20 novembre al 20 febbraio la notte è continua, durando ventuna ora, sebbene resti sempre visibile la luna; dal 20 maggio al 20 agosto invece si vede sempre il sole o almeno il suo bagliore…gli isolani, un centinaio di pescatori, si dimostrano molto benevoli et servitiali, desiderosi di compiacere più per amore che per sperar alcun servitio o dono all’incontro…vivevano in una dozzina di case rotonde, con aperture circolari in alto, che coprono con pelli di pesce; loro unica risorsa è il pesce che portano a vendere a Bergen. (…) Prendono fra l’anno innumerabili quantità di pesci, e solamente di due specie: l’una, ch’è in maggior anzi incomparabil quantità, sono chiamati stocfisi; l’altra sono passare, ma di mirabile grandezza, dico di peso di libre dugento a grosso l’una. I stocfisi seccano al vento e al sole senza sale, e perché sono pesci di poca umidità grassa, diventano duri come legno. Quando si vogliono mangiare li battono col roverso della mannara, che gli fa diventar sfilati come nervi, poi compongono butiro e specie per darli sapore: ed è grande e inestimabil mercanzia per quel mare d’Alemagna. Le passare, per esser grandissime, partite in pezzi le salano, e cosí sono buone (…). » (P. Querini)

Nella mattinata di domenica 27 settembre nella centrale Piazza Matteotti di Sandrigo ha avuto luogo la cerimonia di investitura dei nuovi confratelli della Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina, un sodalizio che fu fondato nel 1987 dall’avvocato Michele Benetazzo e che annovera tra i suoi confratelli anche Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia.

All’appuntamento di quest’anno era presente una delegazione di circa 80 norvegesi, tra cui una trentina di produttori di stoccafisso, guidata dal sindaco di Røst, Arnfinn Ellingsen, e dal diplomatico norvegese Petter Johannessen, protagonista della Spedizione Oltre e pronipote del grande esploratore norvegese Roald Amundsen.

A testimoniare l’alta importanza che l’annuale Festa del Baccalà rappresenta per lo scambio culturale tra Italia e Norvegia a Sandrigo c’era anche il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Dott. Sergio Scapin, che ha potuto incontrare oltre al sindaco di Røst anche il Provveditore agli Studi di Røst, Sig.ra Tove Andreassen, con la quale ha gettato le basi per una futura collaborazione per la promozione della lingua e cultura italiana, e numerosi altri componenti della delegazione norvegese nonché lo storico e scrittore vicentino Otello Fabris, che sta lavorando ad una pubblicazione sulla storia del baccalà tra le Isole Lofoten e il Vicentino.

In occasione della cerimonia è stato presentato il nuovo libro di Andrea Cera “Ultimo viaggio a Rostene” (Edizioni Del Noce), romanzo storico su una spedizione da Venezia alle isole Lofoten alla ricerca dell’ambra grigia e del fantasma di un marinaio disperso nel “Mar d’Alemagna” attraverso l’Europa del XV secolo, sul finire della Guerra dei Cent’anni …

Alcune foto della cerimonia ufficiale delle giornate italo norvegesi a Sandrigo, 27 settembre 2009: http://www.iicoslo.com/Sandrigo/


bulgaria

Bulgari tra eternità e storia 1884-2009

Anni di studi su Bulgari hanno permesso di approfondire la storia di questo marchio e ciò che esso rappresenta oggi nel mondo. La raccolta e l’analisi dei documenti hanno ricostruito un’epopea che attraversa le epoche e le frontiere, tramandando quel gusto per l’innovazione e il dettaglio diventati uno stile inconfondibile.

Per la storiografia del gioiello è un capitolo molto importante. Che inizia a sua volta con un’altra storia: quella di Sotirio Bulgari, il fondatore. La sua visione, l’originale ricongiunzione di Grecia e Roma classica,l’audacia del viaggio che come un’odissea moderna lo porterà a Corfu e a Napoli, fino a raggiungere la nuova capitale dell’Italia unita, hanno del resto origini ancora più antiche.
Nato poco dopo la metà dell’Ottocento sui monti dell’Epiro attraversati dall’Acheronte, fiume dell’Ade, e dominati dal tempio di Zeus a Dodona, Sotirio Bulgari respira sia il mondo del mito sia l’arte del metallo, che nel suo territorio viene tramandata fino dall’epoca bizantina. La forza dell’immaginario classico e quella di un’abilità tecnica millenaria danno a Sotirio Bulgari coraggio, visione, e un bagaglio di speciale sensibilità: i fermenti che iniziano ad animare il mondo gli faranno superare i confini e gli stili.

Fino dai primi decenni del Novecento Bulgari partecipa al movimento Art déco, destinato a cambiare il gusto dell’intero Occidente, e di lì in avanti continua a introdurre nella tecnica e nell’estetica innovazioni decisive. Dopo la magnificenza degli anni cinquanta e il “rinascimento del colore” nel decennio successivo, Bulgari identifica il glamour della pop art. Nei wild eighties nasce la gioielleria prêt-à-porter: il modo di pensare e di produrre gioielli cambia di nuovo.

In questi ultimi anni, grazie a un lavoro lungo e ininterrotto, sono stati costituiti l’archivio e la collezione storica dei gioielli Bulgari, ed è stato reso così possibile l’ampliamento della monografia che racconta e spiega questa storia. È stato riorganizzato un patrimonio culturale che comprende migliaia di documenti, foto e disegni originali, e una selezione dei migliori pezzi della produzione Bulgari, rintracciati e riacquistati non senza qualche comprensibile difficoltà.

Un materiale così ricco e appassionante non poteva sfuggire all’interesse pubblico: nasce così questa importante retrospettiva. La mostra celebrerà sia il fondatore, sia l’intreccio della storia di Bulgari con quella della capitale. Ma non solo: il 2009 è infatti il 125° anniversario dell’apertura del primo negozio nella Città Eterna, da cui cominciò a irradiarsi il gusto per un nuovo concetto di stile, dalle radici profonde e dai frutti preziosi.

Oggi Bulgari è per le pietre colorate il primo gioielliere del mondo e il suo stile, basato sull’innesto dell’eredità greca su quella romana, è riconosciuto ovunque e resta inconfondibile in tutte le sue evoluzioni.

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma, edificato nel 1883 a poche centinaia di metri dai luoghi in cui il giovane Sotirio si stava affermando come gioielliere di successo, presenterà circa quattrocento tra gioielli, orologi e oggetti preziosi realizzati da Bulgari in più di un secolo. La maggior parte non è mai apparsa in pubblico, perché appartiene a collezionisti privati e «vive» in cassaforte. Altri pezzi provengono dalla Collezione Vintage Bulgari, un’antologia museale permanente di oggetti fuori commercio. Verranno esposti anche disegni, documenti originali e testimonianze fotografiche dei clienti più celebri: industriali, aristocratici, artisti famosi, divi del cinema.

Bulgari. Tra eternità e storia 1884-2009. 125 anni di gioielli italiani
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194

da Lunedì 15 Giugno a Domenica 13 Settembre 2009
Martedì, mercoledì e giovedì ore 10.00 – 20.00. Venerdì e sabato ore 10.00 – 22.30. Domenica ore 10.00 – 20.00. Chiuso lunedì

Contatti:
tel. 0039 06 39967500
sito ufficiale www.palazzoesposizioni.it


calcio in cina

Il calcio in Cina

23 luglio 2009
Gli scavi archeologici hanno in effetti riportato alla luce palloni di pietra (shiqiu 石球) e di terra-cotta (taoqiu 陶球) del neolitico. Inoltre, nel corpus delle iscrizioni della dinastia Shang [1600-1046 a.C.], figura un ideogramma nel quale si vede una sfera sormontante un paio di piedi; secondo al-cuni studiosi, si tratta dell’antenato del carattere 鞠 ju “pallone di cuoio”. Quest’ultimo termine compare a sua volta in alcuni passi del grande storico antico Sima Qian [145/135-? a.C.]. In uno, ci-tando testi precedenti, si afferma:

迨至战国齐策有记击筑鼓瑟吹竽蹴鞠
dai zhi Zhan Guo Qi Ce you ji ji zhu gu se chui yu cu ju
Al tempo dei Reami Combattenti [475-221], negli “Stratagemmi del Reame di Qi” si legge il passo: “Battono sui liuti a 13 corde, percuotono gli arpeggioni, soffiano negli organi a bocca, calciano il pallone”

In un altro si dice:

临淄甚富而实其民无不吹竽鼓瑟弹琴击筑斗鸡走狗六博蹴鞠者
Linzi shen fu er shi. Qi min wu bu chui yu, gu se, tan qin, ji zhu, dou ji, zou gou, lubo, cu ju zhe
A Linzi sono ricchi e ben provvisti, nessuno degli abitanti rinuncia a soffiare negli organi a bocca, percuotere gli arpeggioni, suonare il liuto, battere sui liuti a 13 corde, far combattere i galli e correre i cani, giocare a domino e calciare il pallone

Lo cuju (“calciare il pallone”) era dunque all’epoca sia parte delle cerimonie sia attività ludica. Le sue origini sono però militari, come indica una chiosa del filologo Liu Xiang [77-6 a.C.]:

蹴鞠者传言黄帝所作或曰起战国之时蹴鞠兵势也
“cu ju” zhe, chuan yan Huangdi suo zuo. Huo yue: qi Zhan Guo zhi shi. Cu ju, bing shi ye
Si tramanda che il calcio sia stato inventato dal Sovrano Giallo. Altri dicono che sia nato al tempo dei Reami Combattenti. Il calcio era un’esercitazione militare

Da parte sua, il grande commentatore del “Libro degli Han”, Yan Shigu, ci ha lasciato una de-scrizione dello ju:

鞠以韦为之中实以物蹴蹋为欢乐也
ju yi wei wei zhi, zhong shi yi wu, cu ta wei huan le ye
Lo ju è fatto di pelle conciata, all’interno è riempito di materiale vario, si calcia per divertimento

Molte stele Han mostrano scene di cuju, che appare per lo più giocato in coppia o da giocolieri. Perchè sia descritto come un gioco di squadra, bisogna aspettare il capitolo “Il gioco del pallone” del “Libro degli Han”. Il testo tuttavia è andato perduto e sopravvive solo in parte, nelle citazioni di un autore Tang [618-960], Sima Zhen. Egli accenna alle norme per allestire un “campo di cal-cio” e uno storico moderno, Tang Hao, ha cercato di ricostruirlo.

Insomma, che il pallone pieno, prima di pietra e di terracotta, poi di cuoio, fosse calciato per addestramento e svago è fuor di dubbio. Mancano testimonianze certe che fosse giocato a squa-dre e che andasse scagliato in una porta.

Più tardi, in Giappone, nel periodo Asuka [552-716], comparve il kemari (scritto con gli stessi due caratteri cinesi usati per cuju).

In Occidente, il gioco del pallone nacque nell’antica Grecia e si diffuse poi nell’Impero Ro-mano, col nome di harpastum (“pallone”, probabilmente ripieno di stracci). Un passo del com-mediografo greco Antifane [388-311] descrive una partita di pallone sicuramente fra squadre:

prese la palla ridendo e la scagliò a uno dei suoi compagni, riuscì ad evitare uno dei suoi avversari e ne mandò a gambe all’aria un altro, rialzò in piedi uno dei suoi amici ma non cita porte dove scagliare il pallone.

Nel celebre caso del calcio fiorentino, giocato nel Medioevo con un pallone gonfiato, la palla può essere toccata anche con le mani e si è dunque in presenza di un antenato del rugby piuttosto che del calcio moderno, che nasce inequivocabilmente in Inghilterra, il 26 ottobre 1863.


letteratura cinese

La letteratura italiana e la Cina

Lo dimostrano i fatti. Dai dirigenti riformatori della fine dei Qing, Kang You-wei e Liang Qichao, fino a dirigenti del Partito Comunista Cinese come Zhang Wentian, da eminenti scrittori e poeti come Guo Moruo, Mao Dun, Lin Yutang, Ba Jin, Xu Zhimo, Su Manshu, Wang Duqing, fino a studiosi del calibro di Hu Shi o Qian Zhongshu, la crema dell’intellighentsia cinese si dedicò senza ecce-zione alcuna, con traduzioni e saggi, a diffondere in terra cinese la letteratura italiana, guadagnandosi molti meriti nei rapporti fra le letterature cinese e ita-liana. Uno dei corifei della rivoluzione letteraria cinese del Quattro Maggio [1919], Hu Shi, pubblicò fra il 1917 e il 1918 molti saggi di seguito sulla rivista “Gioventù nuova” [La jeunesse, Xin Qingnian], elevando Dante a modello per la costruzione di una nuova cultura e di una nuova lingua nazionale e portandolo alle stelle. Il prof. Qian Zhongshu, dall’ineguagliabile erudizione, nelle sue pub-blicazioni accademiche citò le opere di oltre 90 poeti e scrittori italiani, alcuni dei quali malnoti perfino agli studiosi italiani, e operò confronti con la lettera-tura classica cinese. Egli aveva una predilezione speciale per il Leopardi, che ci-tò in quasi 30 passi.

Per motivi storici, gli scambi letterari sinoitaliani tacquero per un certo perio-do. Nel 1970, la Cina e l’Italia allacciarono le relazioni diplomatiche e, a partire dalla fine degli anni Settanta, la Cina avviò una politica di riforme e apertura all’estero. Ciò creò un insieme di fattori esterni ed interni assai giovevoli agli scambi letterari sinoitaliani e la diffusione della letteratura italiana in Cina en-trò in una nuova fase, di inedita floridezza, in una nuova atmosfera e con ca-ratteristiche nuove assai soddisfacenti.

Da tempo si è finalmente conclusa la fase storica in cui la letteratura italiana veniva tradotta per il tramite di un’altra lingua, l’inglese, il francese, il russo, il giapponese. Grazie agli sforzi di un gruppo di traduttori e studiosi versati nella lingua e nella cultura italiane, i Cinesi possono leggere opere letterarie italiane tradotte direttamente dalla lingua originale. È una svolta storica di cui ralle-grarsi. Dagli anni settanta del sec. XX a oggi, centinaia e centinaia di roman-zieri, poeti e drammaturghi italiani sono stati presentati ai Cinesi, mentre di molte opere celebri sono comparse varie traduzioni, per esempio della “Comme-dia” di Dante e del “Decameron” di Boccaccio circolano oggi quattro versioni, due de “I promessi sposi” del Manzoni, e nuove versioni vedranno presto la luce. Le traduzioni dell’ “Infinito” leopardiano sono oltre cinque. Le opere poetiche di Montale e Quasimodo, a quanto so, compaiono in almeno 30 antologie di poe-sia straniera pubblicate in varie parti della Cina. L’esistenza e la concorrenza di traduzioni diverse permettono al lettore di cogliere il fascino artistico dell’ opera originale tramite le versioni migliori.

Dagli anni novanta del XX secolo, sono state pubblicate in successione una serie di grandi collane di letteratura italiana; altre lo saranno, non appena completata la compilazione. Ad esempio, nel 1990 ha visto la luce la “Collana di letteratura antifascista italiana”, che raccoglie 9 opere, fra cui “Fontamara” di Ignazio Silone, “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi, “Cronache di po-veri amanti” di Vasco Pratolini, “Se questo è un uomo” di Primo Levi, “Uomini e no” di Elio Vittorini, “Il deserto della Libia” di Mario Tobino. Nel 1993 la “Colla-na di letteratura italiana del XX secolo” ha raccolto10 opere di Svevo, Buzzati, Calvino, Moravia, Sciascia, Malerba, Cassola e Soldati. La “Collana di classici italiani”, la cui redazione è ormai completata, sta pubblicando 12 opere di grandi letterati, dal Rinascimento al XX secolo. Seguiranno poi le “Opere scelte di Italo Calvino” (13 opere) e le “Opere scelte di Alberto Moravia” (5 opere). La pubblicazione di serie di collane supererà lo stato di frammentarietà e disper-sione della letteratura italiana e colmerà una lacuna, permettendo al lettore cinese di conoscere sistematicamente e integralmente la letteratura italiana.

In seguito all’approfondimento degli scambi, le traduzioni di letteratura italia-na non si limitano più al solo realismo, ma si occupano equanimemente di au-tori di multiformi tendenze e delle più varie correnti, scuole e stili letterari. Al-cuni scrittori e scuole negletti e sottovalutati, come la poesia futurista, l’esteti-ca dannunziana, il teatro di Pirandello, sono stati giustamente rivalutati e le lo-ro opere vengono pubblicate le une dopo le altre. Testi pirandelliani come “Ve-stire gli ignudi”, “Sei personaggi in cerca d’autore”, “I giganti della montagna” sono stati più volte portati sulle scene e sugli schermi.

Nel 1989, viene fondata a Pechino la Società Letteraria Italiana (Yidali wen-xue xuehui). Da dodici anni, in felice e proficua collaborazione con l’Istituto Ita-liano di Cultura dell’Ambasciata d’Italia, ha tenuto 12 simposi di letteratura italiana. Ogni anno, il governo italiano garantisce la partecipazione di scrittori e professori italiani affermati, che vi prendono la parola. Da parte nostra, vi invi-tiamo celebri scrittori, poeti e studiosi cinesi, come Wang Meng, Zhang Jie, Ji-dimajia, onde rafforzare i legami e gli scambi con il mondo letterario italiano e promuovere l’ampliamento e l’approfondimento dell’ opera di traduzione, studio, insegnamento e pubblicazione della letteratura italiana in Cina.Nel

1994, lo scrittore italiano Luigi Malerba venne in Cina per prendere parte al nostro convegno. Tornato in patria, scrisse articoli sui giornali e per la rete, dove considerava l’importanza dei rapporti culturali italo-cinesi. Una sua frase ha lasciato una profonda impressione:

La cultura è l’anima del commercio

Proprio così, e potremmo ricordare che Marco Polo nacque in una famiglia di mercanti e che furono il padre e lo zio, dediti ai commerci internazionali, a por-tarlo in Cina, ma che fu “Milione”, che gli diede fama mondiale, a permettere agli Europei di scorgere a Oriente un mondo incantato e a spingerli a diriger-visi. Dunque, le culture orientale e occidentale e gli scambi commerciali tra-sbordarono l’umanità in un’epoca nuova. La letteratura è uno dei mezzi più po-tenti di cui i popoli dispongano per approfondire la reciproca conoscenza e vei-colare i proprio sentimenti. Gli scambi fra culture diverse sono la ricchezza del-la storia umana. Disse lo scrittore argentino Jorge Luis Borges:

Un libro rappresenta una nazione

La funzione, impercettibile ma duraura, esercitata dalla letteratura sul pen-siero e sull’animo umano non può essere né svalutata né sostituita. Concedete-mi qualche altro momento per spiegarmi con due esempi.
Il celebre scrittore cinese Ba Jin scrisse molte opere, negli anni ottanta del XX secolo, per lo più ricordando i giorni tragici e neri delle persecuzioni che a-veva subito. A quei tempi, afflitto e disperato, recitava mentalmente, ogni gior-no, i versi della “Commedia” dantesca. Per lui, la situazione in cui versava era assai simile a quella descritta nell’ “Inferno” e poteva trarre dai versi del grande poeta italiano il coraggio per continuare testardamente a vivere e avere fiducia nella sua resistenza alle forze del male. È evidente, la letteratura dà una grande forza spirituale!
Il primo a tradurre dall’italiano in cinese la “Commedia” di Dante fu il pro-fessor Tian Dewang. Nel 1983, ormai settantaquattrenne, iniziò a tradurre il classico, adempiendo al voto di una vita. Poco dopo, tuttavia, per una grave malattia, perse le forze e gli si indebolì considerevolente la vista. Inforcati oc-chiali da miope molto forti e servendosi anche di una lente d’ingrandimento, o-gni giorno, con energia straordinaria, spingeva avanti instancabilmente la pen-na. Dopo 18 anni, nell’agosto di quest’anno, egli finalmente completò la tradu-zione dell’ultima terzina della terza cantica, il “Paradiso”. Un mese dopo, la ma-lattia lo costringeva a letto e ci abbandonava per sempre, mentre la sua anima volava nel paradiso del poeta italiano che aveva amato per tutta la vita. È evi-dente quanto sia ardua l’opera del traduttore, ma anche che impresa nobile sia!

Stiamo per dire addio al XX secolo e per entrare nel nuovo millennio. Un pro-verbio italiano dice:
Un bel giorno si vede dal mattino

Nel 2001 vedranno la luce la “Collana di classici italiani”, le “Opere scelte di Italo Calvino”, le “Opere scelte di Alberto Moravia” e le versioni cinesi di un gruppo di opere letterarie italiane. Questo buon inizio dimostra che, illuminati dalla luce del nuovo secolo, stiamo procedendo verso un domani di straordina-ria bellezza e fulgore negli scambi letterari fra Cina e Italia.